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“Django”, la nuova serie tv western ispirata al film cult degli Anni ’70

L'atteso serial targato Sky Orginal uscirà sulla piattaforma nel 2023

La programmazione della 17esima edizione della Festa del Cinema di Roma ha visto nella giornata di oggi, domenica 16 ottobre, la presentazione in anteprima mondiale della nuova serie tv targata Sky Original e CANAL+: Django. Il serial, ispirato all’omonimo cult del cinema western del 1966 diretto da Sergio Corbucci, verrà distribuito nel 2023 in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Nata da un’idea di Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli la serie tv sarà composta da 10 puntante girate interamente in Romania di cui le prime quattro dirette da Francesca Comencini (Gomorra – La serie) che svolge anche il ruolo di direttrice artistica del progetto. Inoltre, a completare il team di regia troviamo anche David Evans (Downton Abbey) e Enrico Maria Artale (Romulus) che dirigono i successivi episodi. Django è una produzione di Sky e Cattleya con Atlantique Production e Canal+ e vede un cast internazionale d’eccezione. Si tratta di nomi che già spiccano notevolmente nel mondo cinematografico come quello di Matthias Schoenaerts, Nicholas Pinnock, Lisa Vicari e Noomi Rapace la quale proprio oggi, in occasione della proiezione in anteprima della serie tv riceve il Premio Progressive alla Carriera.

Sinossi della serie tv Django

Il rifacimento – con chiari spunti in chiave contemporanea – di un classico del genere western firmato Sergio Corbucci narra la storia di un pistolero di nome Django (Matthias Schoenaerts) che vuole scoprire la verità sul tragico massacro della sua famiglia. Nel corso di questa missione, però, il protagonista si ritroverà a combattere per un ideale ancor più importante. Siamo in Texas alla fine del 1800 e il cowboy convito di aver perso sua figlia Sarah scopre che in realtà è viva. Gli indizi, infatti, lo portano in una città costruita sul fondo di un cratere, Babylon, dove tutti gli emarginati della società potevano trovare rifugio in quanto sorretta da un principio di libertà ed uguaglianza. La ragazza, che ormai ha vent’anni, vive lì insieme al compagno John Ellis, fondatore della città, ed è prossima alle nozze.

Sarah, però, ritenendo il padre responsabile del massacro della loro famiglia uccisa molti anni prima mentre lui era in guerra, non gradisce la sua presenza lì e vuole che se ne vada. Ma Django, determinato a riconquistare il legame con la figlia, fa di tutto per rimanere con lei. Infatti, riesce ben presto a diventare un importante alleato di Ellis che gli è riconoscente per aver difeso Babylon dall’attacco della potente Signora di Elmdale, Elizabeth Thurman. La donna, temuta nemica della città di Ellis e Sarah, ha lo scopo di eliminarla perché abitata da ladri e peccatori.

Il genere western per la regista Francesca Comencini: “io, ragazza ribelle

Sempre oggi, a seguito della visione delle prime due puntate di Django, c’è stato l’incontro con la regista della serie tv. Ed è proprio in questa occasione che Francesca Comencini rivela quale ruolo abbia avuto il genere western nel corso della sua vita e formazione professionale: “da ragazza ho amato il western degli Anni’70 perché erano film di rivolta, di ribellione. I protagonisti sono sempre stati degli antieroi che erano contro le forme di potere: refrattari, anarchici. Sia i western italiani che quelli americani in quell’epoca hanno costruito un grande racconto, una favola nera per adulti in cui i registi sono stati in grado di parlare di quel tempo. Dei conflitti di quel tempo e di quello spirito di rivolta. Ha avuto un ruolo importante per la mia formazione di persona, di ragazza ribelle.

Il lavoro di adattamento tra tradizione e contemporaneità

In un secondo momento la regista prosegue spiegando anche come sia riuscita a conciliare la tradizione del film di Sergio Corbucci alla contemporaneità del serial. E a tal proposito dichiara: “noi sapevamo di avere una tradizione leggendaria e l’abbiamo rispettata e omaggiata. Al tempo stesso abbiamo cercato, in primis gli scrittori Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, di fare come hanno fatto loro. Cioè di parlare del nostro tempo. E lo abbiamo fatto dando grande protagonismo ai personaggi femminili raccontando una nuova tipologia di antieroe. Anche il nostro Django ha un antieroe, come i suoi predecessori, con forse delle crisi più intime, legate alla sfera affettiva. Quello che ci sembrava legato ai codici della virilità oggi. E abbiamo raccontato anche un mondo senza frontiere, pieno di differenze. In cui ognuno è il diverso di qualcun altro e in cui c’è l’utopia che tutti siano accolti. Ma c’è chi ha paura di queste diversità. Una paura che porta a chiudersi in un antagonista che è magnificamente incarnata da Noomi Rapace, personaggio femminile. Una donna che diventa la più feroce guardiana di un ordine patriarcale e abbiamo cercato di capire cosa c’era dietro questo suo estremismo”.

 

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Arianna Varvesi

Tv e Cronaca rosa

Romana, studentessa di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Roma Tre. Appassionata di psicologia criminale per cui ha seguito diversi seminari dedicati alle tecniche di riconoscimento della menzogna. Ha approfondito le tematiche del diritto internazionale tanto da prendere parte ad una simulazione ONU organizzata secondo il Model United Nation.
Si occupa di serie tv sul blog di VelvetMAG dedicato ai VIP www.velvetgossip.it. In particolare reality e talent show senza distogliere lo sguardo dalla cronaca rosa.

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