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Cresce in Ucraina il pericolo di un’incidente atomico. Nella notte fra ieri e oggi 24 settembre – mentre si compiono 7 mesi dall’inizio della guerra scatenata dall’invasione russa – le truppe di Mosca hanno attaccato la città di Zaporizhzhia, vicino alla quale sorge la più grande centrale nucleare d’Europa.
È di un morto e sette feriti il bilancio dell’attacco russo. Lo ha riferito il governatore dell’oblast di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh, citato dal Kyiv Independent. Secondo il governatore, un razzo russo ha colpito una zona residenziale, provocando un incendio in un palazzo. A creare forte tensione è però anche un altro aspetto della guerra in Ucraina. Ossia i referendum per l’annessione alla Russia nelle autoproclamate repubbliche filorusse orientali di Donetsk e Lugansk nel Donbass. Ma anche nella regione meridionale di Kherson e a Zaporizhzhia. Dal 23 settembre sono aperte le urne, se così si può dire. Secondo l’Ucraina i russi stanno costringendo la popolazione a votare minacciandola.
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L’Occidente non riconoscerà il risultato referendario. In particolare gli Stati Uniti “non riconosceranno mai” come russi i territori dell’Ucraina che la Mosca intende annettersi con referendum “farsa“. A ribadirlo il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. “I referendum della Russia sono una farsa, un pretesto falso per tentare di annettere parti dell’Ucraina con la forza, in flagrante violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite“, ha dichiarato Biden in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca.
Operazioni di voto per i referendum sull’annessione alla Russia delle zone occupate dell’Ucraina. Foto Ansa/Epa
Il presidente degli Stati Uniti ha precisato che lavorerà con i suoi alleati per imporre “rapidi e severi costi economici aggiuntivi” alla Russia. Ha anche confermato che fornirà assistenza militare all’Ucraina in modo che possa difendersi “coraggiosamente” dall’invasione russa.
C’è “un rischio di catastrofe nucleare” in quella centrale occupata dai russi da diverse settimane. A lanciare ancora una volta l’allarme sulla situazione nell’impianto nucleare di Zaporizhzhia, è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista concessa a diverse testate, tra cui Ouest-France. Putin ha nuovamente minacciato, il 21 settembre, di ricorrere alle armi atomiche ma “il mondo non glielo consentirà“, ha detto Zelensky. “Nessuno sa ciò che Putin farà domani. Per lui, dire la verità o mentire è più o meno la stessa cosa“. “Ieri Putin ha detto che voleva una soluzione diplomatica, oggi avvia la mobilitazione, domani dirà di volere un dialogo“. Per Zelensky “non sarà un accordo che funzionerà con la Russia ma la capacità di rispondere con la forza. Bisogna dar prova di forza, isolare la Russia“.
La centrale nucleare di Zaporizhzhia. Foto @TgLa7
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