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Guerra in Ucraina e voto in Italia: scoppia il caso Berlusconi che giustifica Putin

"Putin voleva sostituire il Governo di Zelensky con un governo di persone perbene, secondo me le truppe russe dovevano fermarsi solo intorno a Kiev"

Ultimo giorno di campagna elettorale per le elezioni politiche 2022. La guerra in Ucraina e i rapporti dei politici nostrani con Putin al centro del dibattito. Silvio Berlusconi è nella bufera per le dichiarazioni esplicitamente filoputiniane rese a Bruno Vespa alla trasmissione Porta a Porta del 22 settembre.

Affermazioni che hanno avuto vasta eco anche al livello internazionale. Per Berlusconi, Putin sarebbe stato “spinto alla guerra dal popolo e dal suo partito. È caduto in una situazione difficile e drammatica. Dico che è caduto perché si è trattata di una missione delle due repubbliche filorusse del Donbass che è andata a Mosca, ha parlato con tutti, con giornali, tv e ministri del partito; sono andati da lui in delegazione dicendo ‘Zelensky ha aumentato gli attacchi delle sue forze contro di noi e i nostri confini, siamo arrivati a 16mila morti. Difendici perché se non lo fai tu non sappiamo dove potremo arrivare’.

Silvio Berlusconi a Porta a Porta

Berlusconi: “Putin spinto a inventarsi l’operazione speciale

“E Putin è stato spinto dalla popolazione russa, dal suo partito e dai suoi ministri a inventarsi questa operazione speciale come si chiamava agli inizi” ha detto ancora Berlusconi. “Per cui le truppe russe dovevano entrare e in una settimana raggiungere Kiev, sostituire con un Governo di persone perbene il Governo di Zelensky e in un’altra settimana ritornare indietro. Invece hanno trovato una resistenza imprevista e imprevedibile da parte delle truppe ucraine che poi sono state anche foraggiate con armi di tutti i tipi da parte dell’Occidente. Ora la guerra è oltre i 200 giorni, ogni giorno aumentano i morti, la situazione nell’Ucraina è diventata molto difficile da tenere sotto controllo. E non ho capito nemmeno perché le truppe russe si son sparse in giro per l’Ucraina mentre secondo me dovevano fermarsi soltanto intorno a Kiev“.

Letta: “Parole scandalose

Parole giudicate “scandalose” da Enrico Letta atteso oggi 23 settembre per l’ultimo comizio del PD in Piazza del Popolo, a Roma. Nello stesso luogo in cui si è tenuto anche l’ultimo comizio con i quattro leader del Centrodestra – Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Maurizio Lupi e lo stesso Berlusconi insieme. Domani 24 settembre, vigilia del voto, giornata di silenzio elettorale mentre alle 7 di domenica 25 settembre si apriranno i seggi.

Enrico Letta. Foto Ansa/Angelo Carconi

Carfagna: “Grave affermazione di Berlusconi

Tornando alle parole di Berlusconi su Putin a Porta a Porta si registrano molte reazioni politiche, tutte negative. “È un’affermazione molto grave e un’affermazione che mi dice due cose: che feci bene a lasciare il partito” ha detto la ministra per il Sud, Mara Carfagna, ora in Azione con Carlo Calenda.

Tajani: “Noi europeisti

Noi siamo europeisti, convinti. Lo siamo sempre stati. Abbiamo sempre dimostrato affidabilità e serietà” prova rattoppare la situazione il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, ma ormai la frittata è fatta. “Non mi fate interpretare, io dico che faremo di tutto per fermare la guerra quando saremo al Governo. Ma prima il giudizio su Putin era positivo da parte da tutti, ora giustificazioni per chi invade non ce ne sono“. Così Matteo Salvini, ospite di Rtl 102.5.

Mara Carfagna. Foto Ansa/Cesare Abbate

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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