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Guerra in Ucraina, Erdogan: “Putin adesso vuole la pace”

Il presidente della Turchia, da tempo fattosi mediatore fra le parti, si dice ottimista sulla fine del conflitto

Il presidente turco Erdogan si dice persuaso che la Russia voglia una “rapida pace” in Ucraina. Il ‘sultano’ ha incontrato Putin in Uzbekistan mentre si stanno per compiere 7 mesi dall’invasione delle truppe di Mosca che avrebbe dovuto travolgere in pochi giorni Zelensky e i suoi ministri.

Recep Tayyip Erdogan è intervenuto sul tema della guerra in Ucraina in un’intervista alla tv americana Pbs. Parole significative quelle del presidente turco che il quotidiano inglese The Guardian ha ripreso e rilanciato. Secondo Erdogan l’obiettivo di Putin è di “porre fine a questa battaglia con la pace.

Foto Ansa/Epa Alexandr Demyanchuk

In Uzbekistan mi sono incontrato con il presidente Putin e abbiamo avuto discussioni molto approfondite con lui” ha dichiarato il presidente della Turchia. “E mi sta dimostrando che è disposto a porre fine a questa situazione il prima possibile. Questa è stata la mia impressione, perché il modo in cui si stanno svolgendo le cose ora è piuttosto problematico. Duecento ostaggi saranno scambiati in seguito a un accordo tra le parti. Penso che si farà un passo avanti significativo.

Referendum russi in Ucraina

Ma a fronte di tutto questo i putiniani di ferro non cedono di un millimetro. “I referendum nel Donbass sono di grande importanza non solo per la protezione sistemica dei residenti della Repubblica del Lugansk e del Donetsk e di altri territori liberati. Ma anche per il ripristino della giustizia storica“. Così il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, spinge su Telegram a fare i referendum di annessione nelle cosiddette repubbliche separatiste filorusse in Ucraina. “L’invasione del territorio della Russia è un crimine che consente l’uso di tutte le forze di autodifesa“, aggiunge Medvedev, spiegando che per questo i referendum “sono così temuti a Kiev e in Occidente” e “devono essere tenuti“.

Dmitri Medvedev. Foto Ansa/Epa Yander Zamora

Dai fronti della guerra in Ucraina arriva la notizia che le forze armate di Kiev hanno affondato un traghetto che trasportava truppe e attrezzature russe attraverso il fiume Dnieper, nei pressi di Nova Kakhovka, nella regione di Kherson. Lo riferisce il Kyiv Independent. In una dichiarazione su Facebook, l’esercito ucraino ha affermato che “i tentativi di costruire un passaggio non hanno resistito al fuoco delle forze ucraine e sono stati fermati“.

Fosse comuni a Izyum

Le Nazioni Unite hanno invece annunciato di voler inviare un’équipe di esperti per indagare sulle fosse comuni ritrovate a Izyum. Si tratta dell’importante città ucraina a sud di Kharkiv che le forze ucraine hanno riconquistato di recente. “Abbiamo visto le notizie di possibili fosse comuni con circa 400 corpi a Izyum” ha detto la portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Elizabeth Throssell.

Distruzioni a Izyum, Ucraina. Foto Ansa/Epa Oleg Petrasyuk

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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