MondoNewsPrimo piano

Guerra in Ucraina: spari contro il cardinale Krajewski, inviato del Papa

L'Elemosiniere di Francesco, rimasto illeso, portava aiuti a Zaporizhzhia

Spari contro l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, in Ucraina, nella regione di Zaporizhzhia. Il rappresentante di Francesco e le altre persone accanto alle quali si trovava sono rimaste illese.

Krajewski stava portando aiuti nella sua missione in Ucraina. Sabato 17 settembre era a Zaporizhzhia e, mentre caricava sul pulmino viveri insieme a due vescovi, uno cattolico e uno protestante, accompagnato da un soldato, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco. Alla seconda delle tappe previste, in una zona particolarmente pericolosa dove più intensi sono i combattimenti, qualcun ha sparato verso il gruppo. Lo ha raccontato lo stesso cardinale Krajewski a Vatican News. “Per la prima volta nella mia vita non sapevo dove fuggire… perché non basta correre, bisogna sapere dove“.

Il cardinale Krajewski a Borodianka di fronte a fosse comuni il Venerdì Santo di Pasqua 15 aprile 2022. Foto Ansa/Vatican Media

La situazione bellica in Ucraina è sempre più pesante. Dagli Stati Uniti Joe Biden mette in guardia il presidente russo Vladmir Putin sull’eventuale uso di armi nucleari o chimiche. “Non farlo, non farlo. Se lo facessi il volto della guerra cambierebbe“, afferma Biden in un’intervista alla trasmissione 60 Minutes. Il presidente americano non entra nei dettagli di quale potrebbe essere la risposta americana: “Sarebbe consequenziale“. Se il Cremlino decidesse di usare armi chimiche o nucleari la Russia diventerebbe “ancora di più uno Stato paria nel mondo“.

Ucraina, l’ONU a Izyum

Le Nazioni Unite hanno invece annunciato di voler inviare una squadra di esperti per indagare sulle fosse comuni ritrovate a Izyum. Si tratta dell’importante città ucraina a sud di Kharkiv che le forze ucraine hanno riconquistato di recente. “Abbiamo visto le notizie di possibili fosse comuni con circa 400 corpi a Izyum” ha detto la portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Elizabeth Throssell. “I nostri colleghi della Missione di monitoraggio dei diritti umani in Ucraina intendono condurre una visita sul posto per determinare le circostanze della morte di queste persone“. Diversi corpi trovati nel sito della fossa comune di Izyum avevano corde intorno al collo e le mani legate. Una circostanza che fa pensare che potrebbero non essere rimasti uccisi in bombardamenti e attacchi aerei bensì.

Ceceni del battaglione Dzhokhar Dudayev: hanno preso parte alla liberazione di Izyum. FotoAnsa/Epa Roman Pilipey

L’alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell, si è detto “profondamente scioccato dalle fosse comuni scoperte dalle autorità ucraine con oltre 440 corpi a Izyum, recentemente liberata. La leadership russa e tutte le persone coinvolte saranno ritenute responsabili. L’Ue sostiene ogni sforzo a tal fine“. Kiev ha annunciato di aver scoperto 10 camere di tortura nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina nord orientale, riconquistata alle forze russe. Lo ha detto il capo della polizia nazionale Igor Klymenko. “A oggi, posso parlare di almeno 10 camere di tortura scoperte in diverse località della regione di Kharkiv“, di cui due nella cittadina di Balaklija, ha riferito Klymenko citato dall’agenzia Interfax-Ucraina.

La riesumazione di un cadavere dalla fossa comune con oltre 440 corpi scoperta a Izyum dopo la cacciata dei russi. Foto Ansa/Epa Oleg Petrasyuk

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button