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Angelus 18 settembre, Papa Francesco e l’invito a non rassegnarsi alla corruzione del mondo

La riflessione domenicale del Pontefice affronta il tema delle ricchezze e dei beni materiali

L’Angelus del 18 settembre 2022 è preceduto dalla riflessione di Papa Francesco che questa settimana affronta il tema della corruzione. Nella parabola odierna Gesù invita a non usare i bene materiali solo per sé stessi. Al termine della Preghiera dell’Angelo il Santo Padre rivolge la sua preghiera per la popolazione delle Marche e l’Ucraina.

Come esordisce Papa Francesco, la parabola che il Vangelo presenta in questa domenica 18 settembre 2022 può risultare difficile da comprendere. Gesù, difatti, parla di un uomo corrotto, un ladro che ruba al suo padrone e che, solo nel momento in cui teme di essere scoperto e cacciato, usa le sue ricchezze per farsi degli amici.

Papa Francesco Angelus
@Credits Ansa

Una parabola che affronta la furbizia generata dalla corruzione. Un argomento che esula dall’onestà e dalla carità predicate e praticate dalla fede Cristiana. Eppure, come spiega il Santo Padre nella sua riflessione che precede l’Angelus, Gesù trae spunti importanti di insegnamento da questa vicenda.

Dalla corruzione agli insegnamenti di Gesù

L’amministratore corrotto, che sa di perdere il suo lavoro, non si da per vinto e non fa la vittima, ma agisce con furbizia. Gesù, a tal proposito afferma: “I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce“. In questo contesto, Papa Francesco precisa: “Capita cioè che, chi si muove nelle tenebre, secondo certi criteri mondani, sa cavarsela anche in mezzo ai guai, sa essere più furbo degli altri. Invece, i discepoli di Gesù, cioè noi, a volte siamo addormentati, oppure siamo ingenui, non sappiamo prendere l’iniziativa per cercare vie d’uscita nelle difficoltà“. Questo potrebbe apparire quasi un monito a farsi più scaltri, ma in realtà l’insegnamento profondo risiede nel fatto che nello scoraggiamento, nei momenti di crisi, Gesù esorta a non farsi vittime, ma ad essere svegli e “scaltri” secondo il Vangelo. Ovvero, essere capaci di discerne la realtà. Cioè non lasciarsi scoraggiare, ma cercare soluzioni positive, anche nelle crisi; soluzioni buone per noi e per gli altri.

Piazza San Pietro Angelus
@Credits Ansa

Dall’atteggiamento corrotto dell’amministratore Gesù trae un altro insegnamento. L’uomo: “Prima accumulava le ricchezze per sé stesso, adesso le usa per farsi degli amici che possano aiutarlo in futuro. Sulla stessa via, rubare“. Da questo atteggiamento, come rivela Papa Francesco, il Signore esorta a non accumulare i beni materiali per sé stessi, ma condividerli con i fratelli. Praticare carità e costruire relazione fraterne. “Non solo per voi stessi e per il vostro egoismo, ma servitevene per generare amicizie, per creare relazioni buone. Per agire nella carità, per promuovere la fraternità ed esercitare la cura verso i più deboli“. Papa Francesco, nella sua riflessione che precedere l’Angelus, ricorda che anche oggi esistono storie di corruzione come quella presentata nel Vangelo. Storie disoneste che si possono trovare nella politica, nelle scelte dei singoli o anche delle istituzioni. Ma come sottolinea il Santo Padre, i Cristiani non possono essere indifferenti rispetto alle “situazioni oscure“. Non è possibile scoraggiarsi, o lasciare correre. “Al contrario – esorta il Pontefice – siamo chiamati ad essere creativi nel fare il bene“.

La preghiera di Papa Francesco dopo l’Angelus

Al termine dell’Angelus, Papa Francesco non dimentica di rivolgere il suo pensiero ai più deboli. Nelle sue parole, il Santo Padre ricorda i recenti combattimenti tra l’Azerbaigian e l’Armenia per i quali si dice profondamente addolorato. Oltre ad esprimere la vicinanza per le vittime e le loro famiglie, il Pontefice afferma: “Esorto le parti a rispettare il cessate-il-fuoco, in vista di un accordo di pace. Non dimentichiamo: la pace è possibile quando tacciono le armi e incomincia il dialogo!“. Ed è in questo contesto che Papa Francesco chiede di non dimenticare il “martoriato” popolo dell’Ucraina e tutte le terre “insanguinate” dalle guerre.

Angelus Piazza San Pietro
@Credits Ansa

Un pensiero del Santo Padre anche per la popolazione delle Marche, colpita nei giorni scorsi dalla violenta inondazione che ha provocato diverse vittime e dispersi. “Prego per i defunti e per i loro familiari, per i feriti e per chi ha subito gravi danni. Il Signore dia forza a quelle comunità!“. E salutando Piazza San Pietro, gremita come ogni domenica di tantissimi fedeli, il Pontefice rivolge il suo saluto a tutti i romani e pellegrini di diversi Paesi.

Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & Pets

    Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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