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Brasile, il 2 ottobre le presidenziali: Lula primo nei sondaggi

Il presidente uscente, Jair Bolsonaro, rischia la sconfitta. Lula ha già governato il paese fra il 2003 e il 2011

Il 2 ottobre, una settimana dopo le elezioni in Italia, andrà al voto il Brasile, il quinto paese più esteso al mondo. Favorito nei sondaggi è l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Cercherà di strappare la presidenza all’uscente Jair Bolsonaro.

Negli ultimi giorni l’istituto demoscopico Datafolha ha presentato i risultati di un’indagine sulle intenzioni di voto dei brasiliani alle elezioni presidenziali a meno di un mese dalla chiamata alle urne. Secondo il sondaggio, il 45% degli elettori sarebbe pronto a scommettere di nuovo su Lula, 77 anni il prossimo 6 ottobre, già presidente del Brasile fra il 2003 e il 2011. Nel 2017 Lula è stato condannato con l’accusa di corruzione: ha scontato un anno e mezzo di prigione, poi, nel 2021, è stato prosciolto e riabilitato.

Foto Ansa/Epa Andre Coelho

Adesso soltanto il 34% dei cittadini voterebbe per Jair Bolsonaro, 67 anni. Si tratta del capo di Stato uscente a cui Matteo Salvini guardava con simpatia, che ha però vissuto il suo apogeo negli anni scorsi, mentre Donald Trump era a capo degli Stati Uniti. Tuttavia Bolsonaro, in base al sondaggio di Datafolha, sarebbe in leggero recupero su Lula e guadagnerebbe 2 punti percentuali.

Brasile, partita a due

In Brasile gli analisti sostengono che il miglioramento della posizione di Bolsonaro nel sondaggio è dovuto all’effetto delle massicce mobilitazioni realizzate dal capo dello Stato mercoledì scorso 7 settembre a Brasilia e Rio de Janeiro in occasione del Bicentenario dell’Indipendenza del grande paese latinoamericano. Al terzo posto nei favori dei cittadini-elettori si consolida Ciro Gomes del Partito democratico del lavoro (Pdt,), una forza di Centrosinistra, con il 7%: 2 punti in meno rispetto al mese di agosto. Lo segue in graduatoria Simone Tebet del Movimento democratico brasiliano (Mdb), un partito conservatore, stabile al 5%.

Jair Bolsonaro. Foto Ansa/Epa Joedson Alves

Datafolha ha condotto il suo sondaggio su un campione di 2.676 elettori in 191 città del Paese con un margine di errore di 2 punti percentuali. Il primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile è previsto per il 2 ottobre. Se nessun candidato otterrà più del 50% dei suffragi validi si svolgerà il ballottaggio che si terrà il 30 ottobre. Secondo Datafolha in questa eventualità Lula otterrebbe il 53% contro il 39% di Bolsonaro.

Silva può far vincere Lula

In ogni caso Lula cerca di coprirsi le spalle a sinistra. Per questo, dopo anni di allontanamento, il candidato ex presidente del Brasile ha incontrato a San Paolo la leader ambientalista Marina Silva. Quest’ultima fu ministra dell’Ambiente nei governi Lula dal gennaio 2003, ma rassegnò le dimissioni nel maggio 2008 per divergenze con l’ex presidente, proprio sulla politica ambientale, che si sono approfondite negli anni. Ora però Marina Silva, a capo del partito Rete Sostenibilità, può diventare determinante per Lula all’eventuale turno di ballottaggio. Gli ha perciò presentato “una proposta per un Brasile più sostenibile, più equo, che protegga nuovamente l’ambiente“. Il sostegno di Silva rafforza il ventaglio di alleanze di Lula. L’obiettivo è sconfiggere Jair Bolsonaro. Non sarà facile, malgrado i sondaggi.

Marina Silva. Foto Ansa/Epa Sebastião Moreira

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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