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Elisabetta II, l’abbraccio dell’Italia alla sovrana innamorata del nostro Paese

La Regina visitò per la prima volta Roma da principessa nel 1951. Poi tornò altre 4 volte da monarca. Il messaggio di cordoglio di Mattarella a Re Carlo

La Regina Elisabetta II ha amato l’Italia e l’ha visitata cinque volte: una da principessa e quattro da sovrana. L’ultima nel 2014, quando ad accoglierla al Quirinale c’era il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

La Regina è morta in pace a Balmoral questo pomeriggio. Il Re e la Regina Consorte rimarranno a Balmoral questa sera e torneranno a Londra domani.” Così sugli account social ufficiali della Royal Family è apparsa la notizia della morte della sovrana britannica più longeva di sempre nel tardo pomeriggio dell’8 settembre. E l’annuncio che il principe Carlo è diventato Re e che Camilla è Regina Consorte.

Elisabetta II con Giorgio Napolitano nel 2014

Elisabetta si è spenta nella residenza scozzese estiva del castello di di Balmoral, presenti tutti i membri della Famiglia Reale. Scatterà adesso, oltre all’Operazione London Bridge, anche l’Operazione Unicorno che il protocollo reale ha previsto nel caso – che si è effettivamente verificato – del decesso della sovrana in Scozia e non a Londra.

L’Operazione Unicorno prevede l’immediata sospensione dei lavori al Parlamento scozzese, per permettere alle autorità di prepararsi al funerale di Stato. Il Parlamento, il vicino palazzo di Holyroodhouse e la cattedrale di St. Giles saranno al centro degli eventi. A Edimburgo arriveranno centinaia di migliaia di persone, fra pubblico e stampa.

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La camera ardente sarà a Holyroodhouse e la bara sarà successivamente trasferita nella cattedrale seguendo il percorso dell’antica via della Royal Mile, nel cuore di Edimburgo. Infine, dopo una giornata in Scozia, la salma di Elisabetta giungerà a a Londra a bordo del Royal Train. La Regina attraverserà per l’ultima volta tutta la penisola britannica da Nord a Sud in mezzo ad ali di folla.

Elisabetta II transita al Colosseo a Roma tra due ali di folla sulla Flaminia presidenziale, scortata dai corazzieri a cavallo nel 1961. Foto Twitter @Roma_Amore_Mio

Elisabetta in Italia

I funerali solenni di Elisabetta si svolgeranno a Londra fra dieci giorni. Sarà dunque un lungo, lunghissimo addio quello che il popolo britannico tributerà alla sovrana più amata di sempre. Un tempo fuori dal tempo, potremmo dire, che per noi italiani si incrocerà con gli ultimi giorni di campagna elettorale in vista delle sempre più vicine elezioni del 25 settembre. Elisabetta sbarcò per la prima volta in Italia, ancora principessa nel 1951. Sarebbe salita al trono meno di un anno dopo, succedendo a suo padre Giorgio VI. Atterrò a Roma all’aeroporto di Ciampino per una visita non ufficiale, ma nonostante ciò, nelle due settimane di tour, accompagnata dal marito Filippo, incontrò le più alte cariche dello Stato.

Nella capitale il Presidente Luigi Einaudi invitò la coppia reale a colazione al Quirinale. In Vaticano furono ricevuti per un’udienza con papa Pio XII. Dato il carattere non ufficiale della visita l’incontro si svolse nello studio privato del pontefice e durò venti minuti. Elisabetta, ricorda Repubblica, ritornò a Roma per una visita ufficiale un decennio più tardi, nel 1961, e lo fece da regina. Ad accoglierla al Quirinale questa volta c’era Giovanni Gronchi, diventato capo di Stato nel 1955. Era stato lui, in qualità di presidente della Camera, a guidare la delegazione italiana ai funerali di Re Giorgio VI nel febbraio del 1952.

L’incontro con Giovani Paolo II

Le successive visite di Elisabetta II in Italia si rinnovarono a vent’anni di distanza l’una dall’altra. Nel 1980 l’accolse in Vaticano papa Giovanni Paolo II. La Regina divenne così il primo sovrano britannico a compiere una visita di Stato in Vaticano. Nel 2000 Elisabetta arrivò all’aeroporto di Ciampino nello stesso momento in stavano atterrando a Roma charter pieni di tifosi dell’Arsenal, volati nella capitale per seguire la partita di Champions League contro la Lazio.

Durante le visite italiane non sono mancate tappe nelle più importanti città, da Torino a Venezia, da Firenze a Milano. All’ombra della Madonnina Elisabetta incontrò il maestro Riccardo Muti. Era il 18 ottobre 2000 e la sovrana aveva assistito al concerto alla Scala dal Palco Reale. La serata milanese della Regina e del marito, il Principe Filippo, si concluse nella suite presidenziale all’ultimo piano del Principe di Savoia, l’hotel a cinque stelle di piazza della Repubblica. Cinquecento metri quadrati di privacy totale con piscina e terrazze per la coppia reale offerti dal governo italiano al costo di 13 milioni e 200mila lire di allora.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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