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Giornalista italiano ferito a Kherson: “È saltato su una mina ucraina”

Soccorso e operato si trova in un ospedale sotto controllo russo

Un giornalista italiano, Mattia Sorbi, è stato ferito in Ucraina, nell’area di Kherson, ed è ricoverato presso un ospedale in una zona sotto controllo russo. In un video pubblicato l’8 settembre su Telegram dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, rimbalzato anche su Twitter, si vede il cronista spiegare l’accaduto e parlare di una mina. I fatti risalirebbero al 29 agosto.

Sorbi, giornalista freelance, sarebbe rimasto coinvolto in un conflitto a fuoco sulla prima linea di Kherson lo scorso 29 agosto, secondo fonti russe. Il territorio di Kherson è una delle zone dove più infuriano i combattimenti in questi giorni, e dove l’esercito dell’Ucraina sta portando avanti una controffensiva contro gli occupanti russi. Sorbi, ferito, è stato soccorso e operato d’urgenza, e si trova in un ospedale sotto il controllo delle forze armate della Russia. A quanto sembra è in buone condizioni, cosciente dopo l’intervento, e le autorità italiane stanno facendo il possibile per mantenere i contatti con lui. Soprattutto per capire come salvaguardare la sua sicurezza.

Foto dal profilo Facebook Mattia Sorbi Press

Al ministero degli Esteri comunicano di essere “in contatto costante con il giornalista coinvolto nell’incidente. È curato, abbiamo notizie positive sullo stato di salute, ha poca copertura per comunicare ma dispone di un contatto libero. Stiamo lavorando per farlo rientrare, in sicurezza, in Italia appena possibile.

Sul profilo Facebook di Sorbi si legge un post in data di oggi 8 settembre, in cui si fa un implicito riferimento a quanto accaduto. “Grazie moltissime per la vostra solidarietà e per tutto l’affetto che state dimostrando in questi giorni, preoccupati per la mia assenza di contatti. Sto bene e sono al sicuro, ma purtroppo le difficoltà di comunicazione in Ucraina mi hanno impedito di essere online come al solito. Probabilmente sarà così ancora per qualche giorno, ma l’importante è non avere problemi. Sto raccogliendo tante storie da raccontarvi e non mancherò di farvi sapere!“.

Il video russo su Telegram

Sui social media, e in particolare su Telegram, circola un video in cui Mattia Sorbi, intubato in un letto declina le proprie generalità e spiega cosa gli è accaduto. Il video appare anche su Twitter ma proviene dal canale Telegram dell’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Nel post Telegram, sotto il video, si legge – in russo – quanto segue. “L’esercito russo ha salvato la vita a un giornalista italiano che lavorava dalla parte ucraina, fatto saltare in aria da una mina ucraina nella regione di Kherson, riferisce il ministero della Difesa e pubblica un video.

Il 29 agosto, con l’inizio dei tentativi della controffensiva ucraina, Mattia Sorbi è andato in prima linea, accompagnato da due sconosciuti in divisa militare ucraina. Secondo lui, queste persone hanno promesso di accompagnarlo in taxi fino alla linea di contatto, ma all’ingresso del luogo sono scesi, hanno mostrato la strada, nascondendo che era minata e se ne sono andati. Andata oltre, l’auto è saltata in aria su una mina ucraina, l’autista è morto, l’italiano è rimasto gravemente ferito.

Effetti di bombardamenti in Ucraina, nella regione di Kharkiv. Foto Ansa/Epa Sergey Kozlov

L’Ucraina voleva la morte del giornalista

Il testo del post Telegram a corredo del video in cui si mostra Mattia Sorbi ferito in ospedale proviene, come detto, da fonte russa. L’agenzia Ria Novosti, riprendendo la versione ufficiale del ministero della Difesa di Mosca, accusa l’Ucraina di aver provato a pianificare la morte del giornalista italiano. “Lo scopo della provocazione dei servizi speciali ucraini era di attendere la morte del giornalista a seguito di incendio dalle postazioni difensive russe o l’esplosione del taxi su una mina per le successive accuse alla Russia sull’omicidio di Mattia Sorbi e al fine di ottenere un’ampia risonanza nei media occidentali. Vedendo l’esplosione, i soldati russi, nonostante il fuoco ucraino, sono avanzati e hanno tirato fuori Sorbi dall’auto in fiamme.” Questa, ripetiamo, è la versione russa dell’accaduto. La vicenda che ha portato al ferimento del giornalista italiano resta tutta da chiarire.

Soldati russi a Kherson. Foto Ansa/Epa Sergei Ilnitsky

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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