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Elezioni, scontro sulle sanzioni alla Russia: La Lega si smarca da Meloni

Salvini dice che danneggiano l'Italia e non Mosca, la premier in pectore frena

Nella campagna per le elezioni resta al centro del dibattito il tema delle sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. E scoppia la polemica per un video-selfie razzista contro i rom.

Salvini ritiene deleterie le sanzioni alla Russia per l’economia italiana e fa di questo un tema da campagna per le elezioni. Giorgia Meloni evidenzia però che sfilarsi dalla coalizione Ue anti Putin causerebbe problemi al nostro Paese. Il segretario del PD, Enrico Letta, chiede alla leader di FdI di togliere la fiamma tricolore dal simbolo. Calenda assicura che Azione non farà un’alleanza coi dem: “L’avrei fatta prima. Un Governo di larga coalizione, questo voglio fare Serve un governo di alleanza comune, mi auguro anche con la Meloni. L’alleanza con il PD l’ho spaccata per Fratoianni e Bonelli: impossibile governare con loro”. Conte va giù duro: “Con questi vertici del PD non c’è possibilità di dialogo.

Foto Ansa Matteo Bazzi

Sanzioni ed elezioni

Ma sono appunto le sanzioni occidentali contro la Russia a tenere banco. “Al posto delle sanzioni, che dovevano danneggiare i russi, sarebbe meglio proteggere gli italiani ed europei con uno scudo, un paracadute“. Così Salvini, in campagna per le elezioni a Bolzano. “L’unica emergenza in questo momento si chiama bolletta luce e gas. È grave che una parte della politica non lo capisca. Si tratta di un problema continentale e nazionale“, ha aggiunto.

Russia, sempre meno libertà

Mentre in Italia i leader politici si scontrano per vincere le elezioni, in Russia aumenta la repressione di ogni forma di dissenso dei cittadini contro il regime putiniano. Un tribunale ha condannato il giovane giornalista e consigliere dell’Agenzia spaziale russa Roscosmos, Ivan Safronov, a 22 anni di reclusione. Lo riporta Novaya Gazeta Europa. Safronov è stato accusato di alto tradimento in un processo a porte chiuse. Molti osservatori ritengono le accuse palesemente ingiuste. Il Cremlino sta inasprendo la censura su ogni aspetto della vita russa. E sta reprimendo completamente i media indipendenti come Novaya Gazeta, che fu fondata da Mikhail Gorbaciov nel 1993 ed è diretta dal Premio Nobel per la Pace 2021, Dmitry Muratov.

Ivan Safronov è in arresto dal 7 luglio 2020: dovrà scontare 22 anni di carcere. Foto Ansa/Epa Yuri Kochetkov

Razzismo contro i rom

Nella lotta politica per le elezioni in Italia compare anche un video-selfie razzista sul quale è scoppiata una forte polemica sui social. A Firenze Alessio Di Giulio, consigliere di quartiere della Lega, ha girato in centro il video e lo ha postato online. L’uomo inquadra alle sue spalle una donna rom dicendo: “Il 25 settembre vota Lega per non vederla mai più.” La donna inizialmente saluta, poi, rendendosi conto delle parole gravi e offensive del Di Giulio, risponde: ‘No, non dire così‘. E l’uomo, per tutta risposta, ripete la sua frase. La giornalista e opinionista Selvaggia Lucarelli attacca e scrive: “Magari la prossima volta dimostri il suo coraggio riprendendo col telefono un uomo, magari il doppio di lui, dicendo le stesse cose. Perché non fanno solo ribrezzo. Sono pure vigliacchi“.

Il consigliere leghista fiorentino Alessio Di Giulio, autore del video razzista contro una donna rom. Foto Twitter @ultimora_pol

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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