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Giorno dell’Indipendenza ucraina, Mattarella: “L’Italia con Kiev, ora cessate il fuoco”

Messaggio a Zelensky in occasione del 31° anniversario dell'uscita del paese dall'Urss, che cade a 6 mesi esatti dall'invasione russa

Il 24 agosto è il Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, Mattarella: “Russia brutale, l’Italia è con voi, ma ora serve la pace“. Il presidente della Turchia, Erdogan, sostiene Kiev e dichiara che la Crimea non appartiene a Mosca.

Si celebra oggi 24 agosto il 31° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina dall’Unione sovietica a guida russa, nel 1991. Il Presidente Mattarella ha inviato un messaggio al suo omologo Volodymyr Zelensky. “Va affermata ancora una volta la necessità di una immediata cessazione delle ostilità” afferma il capo dello Stato. “Per l’avvio di un processo negoziale in vista di una soluzione pacifica, giusta, equa e sostenibile per l’Ucraina“.

Sergio Mattarella. Foto Ansa/Alessandro Di Marco

Desidero rinnovare in quest’ora così drammatica – continua Mattarella – l’espressione più convinta di solidarietà, vicinanza e sostegno della Repubblica Italiana all’Ucraina. Impegnata a fronteggiare la brutale e ingiustificata aggressione operata da parte della Federazione Russa, contro la quale legittimamente resiste.

Zelensky: “Ci batteremo fino alla fine

E in occasione del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina, Zelensky afferma che il paese “si batterà fino alla fine” contro l’aggressore russo e “non farà alcuna concessione o compromesso con il nemico“. Zelensky ha fatto un video-discorso a 6 mesi esatti dall’inizio dell’invasione russa, lo scorso 24 febbraio. “Non ci importa che esercito abbiate, ci interessa solo della nostra terra. Combatteremo per essa fino alla fine“.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Foto ansa.it

“La Crimea è ucraina”

Nella guerra in Ucraina è sempre più al centro la questione Crimea. C’è un coro unanime che si leva sia dalle bocche dei rivali che da quelle di partner importanti della Russia, come la Turchia. Sintetizzabile così: “La Crimea è Ucraina.Volodymyr Zelensky ritiene “necessario che la Crimea sia liberata perché si arrivi davvero alla vittoria, perché il diritto internazionale si ristabilisca. Tutto è iniziato in Crimea e deve finire in Crimea.” L’allusione è all’annessione della penisola su Mar Nero da parte della Russia nel 2014, l’anno in cui scoppiò la cosiddetta rivoluzione ucraina dell’Euromaidan.

Ma il punto è che adesso a sostenere che la Crimea debba tornare all’Ucraina c’è anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Come è noto, Erdogan si è ritagliato il ruolo di partner privilegiato di Mosca e di mediatore internazionale nel tentativo di porre fine al conflitto fra Russia e Ucraina. Un ruolo che, avviato lo scorso marzo, sta riscontrando alcuni successi. Per esempio quello di aver contribuito allo sblocco del grano dai porti ucraini e alla (lenta) ripresa della esportazioni. Il leader del paese della NATO in assoluto più vicino al Cremlino ha adoperato parole chiare. “La restituzione della Crimea all’Ucraina, di cui è una parte inseparabile, è essenzialmente un requisito del diritto internazionale” ha sottolineato Erdogan. La “protezione dell’integrità territoriale, della sovranità e dell’unità politica dell’Ucraina” è fondamentale per la sicurezza regionale e globale.

Erdogan e Zelensky a Leopoli il 18 agosto 2022. Foto Ansa/Epa Mykola Tys

La Ue e la Crimea

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato, dal canto suo, che “l’Ue non riconoscerà mai l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia. Lavoriamo instancabilmente con l’Ucraina per denunciare le violazioni dei diritti umani, assicurare alla giustizia i responsabili e sostenere le vittime.” “L’Ue sarà al fianco dell’Ucraina per il tempo che ci vorrà e il nostro desiderio di vedere l’Ucraina membro dell’Ue non è mai stato così forte.” Ma la guerra non si ferma neppure un istante. Nei giorni scorsi si sono intensificati gli attacchi con i droni da parte di Kiev in Crimea. Colpito il quartier generale della flotta russa sul Mar Nero, a Sebastopoli.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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