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Trump, ombre sull’ex presidente: “Ha documenti su armi nucleari”

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Nella villa di Donald Trump in Florida ci sarebbero stati documenti riservatissimi su armi nucleari, con implicazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Per questo l’FBI avrebbe inviato la perquisizione.

La rivelazione è del Washington Post. I cronisti raccontano l’urgenza dell’intervento degli agenti federali e la preoccupazione diffusa all’interno del Governo Usa sul tipo di documenti ‘parcheggiati’ a Mar-a-Lago. Così come sul pericolo che potessero finire in mani sbagliate. L’indiscrezione arriva mentre l’ex presidente Usa e i suoi legali non hanno ancora chiarito come intendono procedere circa una mozione che il Dipartimento di Giustizia dell’Amministrazione Biden ha presentato. Nel documento si chiede che il mandato di perquisizione divenga di pubblico dominio, visto che Trump ha rivelato il blitz di polizia nella sua villa.

Foto Ansa/Epa Tannen Maury

Trump ha tempo fino alle 21 di oggi 12 agosto per decidere se opporsi o meno alla diffusione del documento. Per il tycoon e i suoi legali la scelta non è semplice. L’ex presidente ha in mano il mandato da lunedì scorso 8 agosto, quando quando gli agenti della polizia investigativa federale hanno effettuato il blitz. Ma non l’ha reso pubblico limitandosi a criticare duramente l’FBI. Bloccare la richiesta del Dipartimento di Giustizia potrebbe lasciar intendere che Trump ha qualcosa da nascondere. “Merrick Garland sta cercando di scoprire il bluff di Trump“, commentano alcuni esperti, osservando come il ministro della Giustizia abbia rimandato con destrezza la palla nel campo dell’ex presidente.

Trump e la ‘trappola’ di Garland

Ovvero: proponendo che si sveli la motivazione alla base del blitz, e quindi costringendo il tycoon a compiere una scelta, altrimenti il Governo renderà noto di quali documenti si trattava. Carte che sarebbero molto imbarazzanti per The Donald. Secondo indiscrezioni, lo staff dell’ex presidente è rimasto sorpreso dalla mossa del ministro della Giustizia. Se le indiscrezioni del Washington Post sui documenti legati al nucleare si rivelassero vere, la situazione di Trump si complicherebbe. Le carte infatti sarebbero in grado di mettere a rischio la sicurezza nazionale americana, ma anche di creare problemi con altri paesi. Non è chiaro infatti se i documenti a cui gli agenti federali davano la caccia riguardavano solo l’arsenale nucleare americano o anche quello di altri Stati. Secondo il New York Times fra le carte c’erano anche informazioni sui più segreti programmi americani, i cosiddetti special access programs.

Il ministro della Giustizia Usa, Merrick Garland. Foto Ansa/Epa Jim Lo Scalzo

Biden contro Trump nel 2024?

Il presidente Joe Biden segue gli sviluppi e prepara la riscossa in vista delle elezioni di metà mandato a novembre. Dopo di esse sembra che annuncerà la sua ricandidatura alle presidenziali del 2024, sempre che poi superi le primarie del Partito Democratico. La convinzione di Biden si sarebbe rafforzata con le recenti vittorie legislative, economiche e di politica estera. Oltre alla determinazione di voler negare a Donald Trump un ritorno alla Casa Bianca. Un obiettivo che lo accomuna alla deputata Liz Cheney. La repubblicana perderà con molta probabilità le primarie in Wyoming per la Camera, ma la sua carriera politica è lungi dall’essere finita. Pur di evitare un ritorno di Trump nello Studio ovale, Cheney potrebbe accarezzare l’idea di una candidatura alla Casa Bianca.

Joe Biden. Foto Ansa/Epa Shawn Thew

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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