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Strage sulla Marmolada per il crollo di un enorme seracco di ghiaccio

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Marmolada, il distacco di una gigantesca porzione di ghiaccio non lontano dalla vetta ha travolto due cordate di alpinisti. Stando a un bilancio ancora provvisorio sono 6 i morti, 9 i feriti e 20 i dispersi. Draghi a Canazei.

Lo rende noto all’Ansa Gianpaolo Bottacin, assessore regionale del Veneto alla Protezione civile. “La situazione è in evoluzione – afferma – ed è difficile allo stato attuale dare con certezza conto dell’accaduto“. “Sto costantemente informando – conclude – il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio“.

Foto Ansa

La tragedia si è verificata ieri 3 luglio. Identificate 4 delle 6 vittime finora accertate. Si tratta di tre cittadini italiani, mentre il quarto è di nazionalità ceca. Restano da identificare un uomo e una donna. Fra i dispersi ci sono sicuramente italiani, tedeschi, cechi e romeni. Le ricerche dei dispersi sono proseguite anche nella notte. Il Soccorso Alpino ha istituito un numero telefonico per segnalare dispersi. Lo si deve usare solo e soltanto per segnalare il mancato rientro di amici e familiari. Il numero da contattare è 0461-495272.

La valanga sulla Marmolada è “un disastro inimmaginabile. Una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l’identità delle vittime perché i corpi sono stati smembrati” dalla colata di ghiaccio e sassi. Lo apprende l’Ansa dagli inquirenti. La valanga di ghiaccio, roccia e detriti ha travolto due cordate da 6 alpinisti. Tra le vittime ci sarebbero anche le guide. Il distacco, secondo le prime informazioni del Soccorso Alpino, si sarebbe verificato nei pressi di Punta Rocca, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta. Sabato 2 luglio sulla Marmolada era stato raggiunto il record delle temperature, con ben 10 gradi in vetta.

La valanga sulla Marmolada

La massa di materiale staccatosi dal ghiacciaio della Marmolada è scesa a una velocità di 300 chilometri l’ora. Lo hanno accertato i tecnici del Soccorso Alpino che hanno mappato tutta l’area della montagna in cui si è verificato il crollo del seracco. Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna. Si tratta di un fronte di ghiaccio di 200 metri con un’altezza di 60 metri e una profondità di 80 metri. Se si volesse fare un termine di paragone, dicono gli esperti, si tratta dell’equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio. Il tutto esposto a 45 gradi di pendenza.

Il materiale che si è staccato è invece esteso su un fronte di due chilometri sulla via normale a un’altitudine di circa 2.800 metri. La massa di materiale che si è staccato dalla montagna ha percorso almeno 500 metri a 300 chilometri all’ora.

La situazione sulla Marmolada è ancora a rischio. Per evitare nuovi distacchi l’elicottero del Soccorso Alpino di Trento sta provvedendo alla bonifica dell’area con la Daisy Bell. Un sistema elitrasportato per il distacco programmato delle valanghe. Sul posto anche gli elicotteri del Suem di Pieve di Cadore, di Dolomiti Emergency di Cortina, di Trento, della Protezione civile della Regione Veneto, dell’Air service center. Ma anche le stazioni del Soccorso alpino bellunese e trentino. Diciotto persone sono state fatte evacuare dalla cime di Punta Rocca e sono state fatte rientrare tutte quelle che si trovavano più in basso.

Il cordoglio di Draghi

Sulla tragedia della Marmolada una nota di Palazzo Chigi informa che “il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime il più profondo cordoglio per le vittime. Il Governo è vicino alle loro famiglie e a tutti i feriti. Il Presidente Draghi è costantemente informato sull’andamento dei soccorsi dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dal Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dal soccorso alpino, dai vigili del fuoco, dalle autorità locali, che ringrazia per il loro incessante lavoro“. Draghi si recherà oggi 4 luglio a Canazei, in Trentino, dove si trova un punto operativo e si accolgono le salme degli alpinisti travolti dalla valanga.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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