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NATO: la Turchia toglie il veto a Svezia e Finlandia, oggi il vertice a Madrid

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Al via a Madrid il vertice NATO sulla guerra in Ucraina. Schiaffo a Putin: la Turchia ritira il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza atlantica. 

Sul conflitto Mosca-Kiev il premier italiano Mario Draghi dice che “le cose non sono andate come avrebbe voluto la Russia. Gli effetti di questa guerra sono imprevedibili e ci ritroviamo con un’Europa più unita, una NATO più unita“. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, parla della Russia come di una paese che pone una “minaccia diretta” alla sicurezza dell’Occidente. “Oggi i leader adotteranno una decisione storica, invitando la Finlandia e la Svezia a diventare membri della NATO” ha affermato Stoltenberg.

Foto Ansa/EPA Kiko Huesca

I tre paesi – Turchia, Svezia e Finlandia – hanno firmato un memorandum di intesa. In base a esso i due Stati nordici aderiranno alla NATO. L’ufficio della presidenza turca fa sapere che Ankara “ha avuto quello che chiedeva“, per rimuovere il suo veto iniziale. Una contrarietà che il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha motivato con l’accusa a Stoccolma e a Helsinki di offrire protezione ai “terroristi curdi” del Pkk. Adesso, invece, Svezia e Finlandia sarebbero pronte a una “piena cooperazione” contro il Partito Popolare Curdo.

Gli Usa contro la Cina

L’amministrazione Usa ha nel frattempo aggiunto 5 aziende cinesi in una lista nera sul commercio. Washington accusa Pechino e le sue aziende di sostenere la base industriale militare e della difesa russa, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Mosca. La mossa ha provocato la dura reazione della Cina che ha respinto le accuse e i sospetti, affermando di “non aver fornito alcuna assistenza militare alle parti coinvolte nel conflitto RussiaUcraina“. Pechino si oppone “con forza alle sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti alle nostre compagnie“.

Foto Ansa/Epa Jerome Favre

La nota dell’ambasciata cinese ha anche chiarito che la Cina avrebbe adottato “misure necessarie” per proteggere i diritti delle sue società, sostenendo che le sanzioni violano il diritto internazionale. La misura dell’Amministrazione Biden ha incluso anche altre 31 entità di Russia, Emirati Arabi Uniti, Lituania, Pakistan, Singapore, Regno Unito, Uzbekistan e Vietnam, nella registrazione fatta sull’apposito registro federale. Sulle 36 aziende complessive, 25 hanno una base operativa in Cina. L’inserimento nella lista nera comporta che i fornitori statunitensi delle società sanzionate hanno bisogno di una licenza del Dipartimento del Commercio prima di poter effettuare la spedizione dei loro prodotti.

Ucraina, la guerra nel Donbass

Nella parte orientale dell’Ucraina, intanto, un terzo dei militari ucraini si è arreso nell’area del sobborgo di Lysychansk, nella regione di Lugansk. Lo ha dichiarato l’ambasciatore della repubblica popolare filorussa, Rodion Miroshnik, al canale YouTube Soloviev Live. Il sindaco filo-Kiev di Mykolaiv, Oleksandr Sienkevych, ha invece riferito che un missile russo ha colpito un grattacielo della città.

Secondo il governatore della regione, Vitaliy Kim, tre persone sono morte nell’attacco e 5 sono rimaste ferite, tra cui un soccorritore. L’attacco a Mykolaiv è avvenuto due giorni dopo quello a Kremenchuk, nell’Ucraina centrale. Due missili sparati dal territorio russo hanno centrato in pieno un centro commerciale stracolmo di clienti. Si contano decine di morti e di feriti.

Foto Ansa/Epa Roman Pilipey

I bambini dell’Ucraina

Da Kiev la procura generale fornisce nuovi dati sulle vittime della guerra. E in particolare sui bambini uccisi nei bombardamenti, negli attacchi e nei raid russi. Sarebbero almeno 341 i piccoli morti e 627 i feriti dall’inizio del conflitto. Si tratta di cifre provvisorie. La regione in cui c’è il maggior numero di decessi è Donetsk. Lì si calcolano 338 bambini morti o feriti. In questa macabra graduatoria segue la regione di Kharkiv, con 183 bimbi morti o feriti. A causa dei massicci bombardamenti della Russia si contano inoltre 2.092 istituzioni educative danneggiate. Tra queste 213 sono distrutte.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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