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Draghi: “L’Italia è al fianco dell’Ucraina”. E Di Maio molla i Cinque Stelle

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Mentre si raggiunge l’intesa sul testo della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi, in vista del prossimo Consiglio europeo, Di Maio si allontana dal M5S. Il ministro degli Esteri avrebbe già pronto un suo nuovo gruppo politico in Parlamento: la raccolta firme per costituirlo è ben avviata.

Draghi ha intanto riferito in Aula a Palazzo Madama, martedì 21 giugno. Anche il gruppo di LeU ha aderito all’accordo per definire il testo della risoluzione unitaria sulle comunicazioni del premier Draghi che il Senato si appresta a votare. A confermarlo è la presidente del gruppo a Palazzo Madama, Loredana De Petris. “Il Governo italiano insieme ai partner Ue e G7 intende continuare a sostenere l’Ucraina come questo Parlamento ci ha detto di fare” ha dichiarato Draghi davanti ai senatori.

Foto Ansa/Riccardo Antimiani

Il 3 giugno il Consiglio Ue ha votato” l’ultimo “pacchetto di sanzioni“. “Le sanzioni funzionano“. “I nostri canali di dialogo restano aperti, non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina“. “Ricercare la pace, superare la crisi: questo è il mandato ricevuto dal Parlamento, da voi. Questa è la guida della nostra azione“. “La strategia dell’Italia – ha detto ancora il premier Draghiin accordo con l’Ue e il G7, si muove su due fronti. Sosteniamo l’Ucraina e imponiamo sanzioni alla Russia perché Mosca cessi ostilità e accetti di sedersi al tavolo dei negoziati“.

Draghi e il gas russo

Il conflitto in atto” ha innescato “una crisi umanitaria di dimensione straordinaria. Sono a rischio le forniture di grano nei paesi più poveri“. E nei porti ucraini sono bloccati “milioni di tonnellate del raccolto precedente“. Bisogna “liberare le scorte che sono in magazzino per sbloccare le forniture e fare spazio al nuovo raccolto che arriverà a settembre“. “Negli ultimi giorni la Russia ha ridotto le forniture di gas all’Ue e all’Italia, dall’inizio della guerra il Governo si è mosso con rapidità per trovare fonti alternative” e “grazie” a questo “potremo ridurre già dall’anno prossimo la dipendenza dal gas russo“.

Luigi Di Maio. Foto Ansa/Massimo Percossi

Di Maio, con lui decine di parlamentari

Ma nelle ore in cui il premier Draghi è in Senato, a livello parlamentare sta per nascere un nuovo gruppo politico autonomo. Quello del ministro Di Maio. La scissione nel Movimento Cinque Stelle è alle porte. E il ministro degli Esteri è pronto all’addio. Dopo lo scontro con Giuseppe Conte, proprio  sulla risoluzione da votare in Senato dopo l’intervento di Draghi, Di Maio abbandonerà, salvo sorprese dell’ultim’ora, i pentastellati. È in corso la raccolta firme tra i deputati per la creazione di un gruppo autonomo di Di Maio alla Camera. Per la nascita di una nuova formazione a Montecitorio sono sufficienti 20 deputati. Ma sarebbero già pronti per l’ex capo politico in 22. Al Senato, invece, sarebbero 14 i parlamentari pronti all’addio.

Giuseppe Conte. Foto Ansa/Maurizio Brambatti

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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