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Malagrotta, bruciano i rifiuti di Roma: allarme diossina sulla Capitale

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Si bloccano l’area di Malagrotta e le zone circostanti, per un raggio di 6 chilometri. Stop ai centri estivi e al consumo di alimenti prodotti in loco. Per tutta la notte un rogo ha bruciato i rifiuti negli impianti di smaltimento dell’ex discarica.

Solo dal mattino di giovedì 16 giugno l’incendio a Malagrotta è sotto controllo. I pompieri, presenti con decine di uomini divisi in 8 squadre, e rinforzi da altre regioni italiane, hanno lavorato tutta la notte. Ma per spegnere definitivamente il rogo ci vorranno giorni. Dal pomeriggio di ieri 15 giugno fiamme improvvise, probabilmente dolose, hanno devastato parte dell’ex discarica: bruciate tonnellate di rifiuti. Ora si teme che nell’aria siano state immesse rilevanti quantità di diossine e veleni. In particolare è andata in fiamme una vasca di stoccaggio del combustile solido, uno degli impianti dove si trattano i rifiuti di Roma.

Foto Twitter @vigilidelfuoco

Secondo i vigili del fuoco, l’incendio si è esteso anche ad almeno un paio di capannoni dove si trovavano carta e plastica, e a un impianto di compostaggio. Una densa colonna di fumo si è alzata verso il cielo, visibile da chilometri di distanza e nell’area circostante all’impianto si è diffuso un forte odore di bruciato. Per questo, tramite un’ordinanza del sindaco, il Comune di Roma ha disposto provvedimenti immediati.

Malagrotta, scattano divieti

Per un periodo non superiore a 48 ore, in virtù del principio di precauzione” scatta la sospensione di una serie di attività. E per un raggio di 6 chilometri dal luogo dell’incendio dell’impianto di Malagrotta. In particolare si fermano le attività scolastiche e dei centri estivi, pubblici e privati. Stop anche al consumo degli alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell’area. Divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile, così come divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali, provenienti dalla zona.

Il Comune di Roma raccomanda inoltre di limitare le attività all’aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico sportiva. E di mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti. A dare l’allarme sono stati gli operatori dell’impianto di Malagrotta. Il comitato dei cittadini della Valle Galeria ha lanciato il pericolo diossina.

Foto Facebook/Comitato Valle Galeria Libera

Oltre al rischio diossina liberata nell’aria – è la denuncia su Facebook – ci sono i depositi di gas e benzina adiacenti che sono stati allertati. All’interno del capannone sono stoccati rifiuti.” L’incendio ha interessato anche il gassificatore da anni inattivo. Le cause del rogo sono ancora da accertare. Da chiarire anche eventuali ricadute sul ciclo dei rifiuti di Roma, già a dura prova a causa di una cronica carenza di impianti.

Roma, il problema rifiuti

La discarica di Malagrotta non è più determinante per Roma – la chiuse il sindaco Ignazio Marino – ma gli impianti presenti servono comunque ancora la capitale. E trattano fino a oltre 1200 tonnellate di rifiuti al giorno: 8.100 alla settimana. Numeri fondamentali per il già fragile ciclo dei rifiuti che ha spinto il sindaco Roberto Gualtieri a decidere per la realizzazione di un termovalorizzatore. Sul quale è scoppiata la polemica fra detrattori e favorevoli e si preannuncia una lunga battaglia.

A sin., il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Foto Twitter @gualtierieurope

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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