Da sin.; l'ex consigliere della missione russa agli uffici ONU di Ginevra, Boris Bondarev, e Putin
Si compiono tre mesi dall’inizio della guerra in Ucraina. Il consigliere della missione russa all’ONU di Ginevra, Boris Bondarev, si è dimesso per protesta contro Putin: è la prima volta di un funzionario di alto rango. L’esercito di Mosca si prepara a riprendere l’offensiva nell’area di Vasylivka, regione di Zaporizhzhia, in direzione Bakhmut.
Lo scrive lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine nel rapporto del matitno di oggi, 24 maggio. Le truppe dell’invasore stanno rafforzando e raggruppando le loro unità in tutta l’area. Non cessa, inoltre, l’operazione offensiva nella zona orientale del paese. La guerra infuria lungo l’intera linea della difesa ucraina a Donetsk, Slobozhansky e Pivdennobuzhsky. Le maggiori ostilità sono nel distretto di Donetsk, vicino a Lysychansk e Severodonetsk.
Quest’ultima è già stata tristemente ribattezzata dalle autorità dell’Ucraina, come la nuova Mariupol, nel senso di nuova città martire. E alcune persone sono rimaste uccise in un edificio residenziale nei bombardamenti russi “caotici e quasi continui a Severodonetsk“, secondo il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergiy Gaidai. “La tragedia è avvenuta nei vecchi quartieri della città. Quando la polizia è arrivata in soccorso ha trovato i corpi di due uomini e una donna. Un’altra donna è rimasta gravemente ferita“, ha scritto Gaidai, aggiungendo che 13 case hanno riportato danni dai bombardamenti a Severodonetsk, Lysychansk, Zolotoye e Novodruzhesk.
In occasione del compimento di tre mesi di guerra si rafforza a Bruxelles la convinzione che si debba porre un embargo al petrolio russo. L’Ue probabilmente concorderà uno stop da imporre a Mosca “entro pochi giorni” ha detto il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck in un’intervista all’emittente Zdf. “Penso che raggiungeremo la svolta, è a portata di mano, direi“. In realtà, come è noto, c’è soprattutto da convincere l’Ungheria di Viktor Orbán.
E in ogni caso “un embargo petrolifero non dovrebbe essere l’unico obiettivo – ha aggiunto Habeck – non significa automaticamente che Putin è indebolito“. “Naturalmente è una misura insolita – ha affermato – ma anche questi sono tempi insoliti. E anche su questo si sta lavorando. Tuttavia, questa idea funziona solo se partecipa un gran numero di Paesi. È quello che manca ancora“. Dal canto suo la Lituania ha annunciato di aver chiuso con gli approvvigionamenti energetici da Mosca, come scrive su Twitter l’europarlamentare Rasa Juknevičienė.
Dall’Ucraina rimbalzano intanto voci sul fatto che Vladimir Putin sarebbe “sfuggito a un attentato meno di due mesi fa“. Lo ha sostenuto il capo dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, Kyrylo Budanov. Un personaggio che tuttavia è noto per uscite pubbliche su materie riservate che possono lasciare perplessi. Lo stesso Budanov non aveva lesinato altrettante presunte ‘clamorose’ rivelazioni sulla situazione politica interna russa. Così come sullo stato di salute di Putin. A suo dire “malato di cancro“.
Quello che invece è certo è l’addio alla diplomazia moscovita del consigliere della missione russa agli uffici ONU di Ginevra. Boris Bondarev, 41 anni ma già veterano, da due decenni in forza al corpo diplomatico, si è dimesso per protesta contro la guerra in Ucraina. “Non mi sono mai vergognato così tanto del mio paese” ha dichiarato in un comunicato. “La guerra aggressiva scatenata da Putin contro l’Ucraina, e di fatto contro l’intero mondo occidentale, non è solo un crimine contro il popolo ucraino, ma anche il crimine forse più grave contro il popolo russo“. Un’invasione, ha scritto ancora Bondarev, decisa da un gruppo dirigente “che vuole solo una cosa: restare al potere per sempre“.
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