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Ucraina, la Russia simula attacchi nucleari

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La guerra in Ucraina assume i contorni di un conflitto nucleare, per ora solo potenziale, ma sempre meno indistinto. La Russia ha infatti svolto lanci elettronici simulati di missili capaci di trasportare testate nucleari. Lo afferma il ministero della Difesa di Mosca in un comunicato.

Le forze russe si sono esercitate in attacchi con missili nucleari nell’enclave occidentale di Kaliningrad, situata tra Polonia e Lituania. Tutto ciò avviene dopo oltre 70 giorni di guerra in Ucraina che la Russia non sta vincendo. Si è trattato di “lanci elettronici” simulati di sistemi di missili balistici mobili Iskander con capacità nucleare, spiega la nota del ministero della Difesa di Mosca. Oltre 100 soldati hanno partecipato all’esercitazione. Avrebbero svolto “azioni in condizioni di radiazioni e contaminazione chimica“. Simulati attacchi singoli e multipli contro obiettivi come aeroporti e posti di comando di un finto nemico.

A sinistra, in giallo, l’enclave russa di Kaliningrad, fra Lituania e Polonia

E mentre a Kiliningrad si fanno prove di terrore nucleare, in Ucraina la guerra non si ferma. Le sirene antiaeree hanno risuonato questa notte in tutto il paese. Lo riporta il Kyiv Independent che cita la capitale Kiev e la città di Kharkiv. Ma anche 17 regioni tra cui Mykolaiv, Donetsk, Leopoli, Odessa e Zaporizhzhia. Violenti combattimenti, ieri sera 4 maggio, nell’acciaieria Azovstal di Mariupol. “Per il secondo giorno consecutivo, l’esercito russo ha fatto irruzione nello stabilimento. Ci sono battaglie pesanti e sanguinose” ha detto il comandante del reggimento Azov, Denis Prokopenko, citato dal giornale online Ukrainska Pravda, in un video messaggio notturno. Da due giorni le forze di terra, aria e navali della Russia hanno sferrato un attacco, che molti considerano l’assalto finale.

Azovstal, simbolo della resistenza ucraina

L’acciaieria Azovstal è diventata la “priorità numero uno” per la leadership politica e militare dell’Ucraina. Lo ha detto un consigliere del ministro della difesa di Kiev, Yuriy Sak, alla Bbc. Sak ha riconosciuto che la situazione nell’acciaieria è “estremamente difficile” ma ha spiegato che si tratta dell’ultimo presidio della resistenza ucraina a Mariupol. La città divenuta il “cuore” della guerra. Da parte sua Mosca ha annunciato ieri sera un cessate il fuoco di 3 giorni per consentire l’evacuazione dei civili. E il Cremlino fa sapere che Vladimir Putin non intende dichiarare ufficialmente guerra all’Ucraina il 9 maggio, anniversario della vittoria sui nazisti. Vero però che aveva annullato l’assalto all’acciaieria Azovstal, il quale invece è regolarmente in corso.

L’accieria Azovstal di Mariupol in una foto d’archivio. Twitter @IAPonomarenko

Durante la notte l’esercito russo ha bombardato zone residenziali e il centro città di Kramatorsk, nell’Ucraina orientale: 6 persone sono rimaste ferite. Lo afferma il sindaco Oleksandr Honcharenko su Facebook citato dall’agenzia Unian. E ha perso la vita Oleksandr Makhov, giornalista dei canali televisivi Dom e Ukraina 24 che aveva deciso di unirsi alle forze armate. Il New York Times ha intanto rivelato che l’intelligence Usa ha fornito informazioni che hanno aiutato Kiev a uccidere numerosi generali russi. L’Ucraina sostiene di averne eliminati 12.

Vitaly Gerasimov, uno dei primi generali russi che sarebbero morti in Ucraina. Foto Twitter @IAPonomarenko

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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