Covid, scontro sulle mascherine. Bassetti: “Ancora obbligatorie? Assurdo”

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Al massimo entro dieci giorni il Governo deciderà se eliminare o meno l’obbligo delle mascherine contro il Covid al chiuso. Da maggio scatterà infatti una nuova normativa. Probabile una conferma, ma solo parziale, delle regole oggi in vigore.   

Contro il mantenimento dell’obbligo di mascherine in ogni locale al chiuso (dai cinema ai negozi e ai bar e ristoranti) si scaglia l’infettivologo genovese Matteo Bassetti. “La mascherina deve passare da essere un obbligo a essere un presidio, da usare in modo appropriato quando però serve” afferma a Adnkronos Salute. “Altrimenti è una misura oggi fuori dal tempo e dalla scienza. Il compito del ministero della Salute non è obbligare le persone a usare il dispositivo di protezione al chiuso ma a usarlo nel modo migliore.”

Matteo Bassetti

Dispiace – attacca Bassetti – che il ministro Speranza ascolti solo alcuni esperti che gli dicono di fare come lui vuole“. “Continuare con la politica degli obblighi nel 2022, di fronte ad una situazione diversa rispetto al 2020 e al 2021, vuol dire avere una logica anacronistica. Più vicina a sistemi totalitari che alle democrazie europee” è l’affondo finale. Per Bassetti “non si tratta di dire che da domani si leva la mascherina ma che si leva l’obbligo mantenendo l’uso per alcune situazioni e soggetti.”

Mascherine, gli esperti restano divisi

Da parte sua il microbiologo di Padova, Andrea Crisanti, suggerisce le mascherine solo ad anziani e fragili, in combinazione con la quarta dose. Dal momento che “con Omicron è cambiato il paradigma ed è diventato impossibile controllare la diffusione del virus. Lo dimostra la situazione di Shanghai in Cina, in lockdown da un mese“. Non la pensa invece così Massimo Galli: “La mascherina al chiuso non va abolita“. E “mi pare fuori discussione sui mezzi pubblici. Poi in molti continueranno a usarla comunque, in fondo siamo un Paese anziano e prudente“. L’epidemiologo Massimo Ciccozzi dice: “Aspetterei i dati di maggio. A oggi dico assolutamente di tenere la mascherina al chiuso e anche all’aperto in caso di grandi aggregazioni.”

Roberto Speranza

La decisione sull’uso delle mascherine da maggio in poi Draghi e Speranza dovrebbero adottarla fra il 25 aprile e 1 maggio. Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, fa intuire quale potrebbe essere la scelta dell’esecutivo. “Credo che la mascherina in certi contesti come trasporto pubblico, cinema e teatro, conferisca una protezione assolutamente importante e fondamentale, io continuerò ad indossarla. È finita l’emergenza ma non è finita la pandemia“.

Mascherine: che succede da maggio

Da maggio, è questa l’ipotesi più realistica, si andrà verso una riconferma delle mascherine sui mezzi di trasporto e al cinema. Lì si potrebbe però passare dalle FFP2 alle mascherine chirurgiche (più economiche). L’obbligo di mascherine potrebbe restare almeno fino a giugno anche negli uffici e in generale nei luoghi di lavoro, comprese le scuole. Potrebbe invece venir meno per i clienti di negozi e supermercati. L’ultimo decreto stabilisce che fino al 30 aprile le mascherine siano obbligatorie in tutti i luoghi al chiuso, a esclusione delle abitazioni private.

LEGGI ANCHE: Draghi positivo al Covid, settimana di fuoco per il Governo e il Parlamento

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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