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Ucraina, Putin non ferma la guerra. La Russia vuole il Donbass a tutti i costi

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La guerra in Ucraina assume una svolta brutale. Il presidente russo Putin spegne le speranze di una soluzione diplomatica con Kiev. E annuncia che la guerra continua per raggiungere quello che era il suo obiettivo fin dal principio. Ovvero la conquista dell’intero Donbass per proteggere la popolazione locale di etnia russa.  

I negoziati sono “in un vicolo cieco” per colpa degli ucraini è l’accusa di Putin. Il giorno dopo la missione a Mosca del cancelliere austriaco Karl Nehammer, Mosca dunque chiude ogni prospettiva di una soluzione a breve del conflitto. “Non avevamo altra scelta” che attaccare l’Ucraina, afferma Putin. E anche sulla questione dei crimini di guerra, che il suo interlocutore aveva sollevato nel difficile colloquio, respinge tutte le accuse. Liquidando come “un fake” il massacro di Bucha. La strage è “una falsa notizia“, ha affermato il capo del Cremlino.

Ucraina, arrestato uomo di fiducia di Putin

Intanto è stato arrestato con un’operazione speciale dell’intelligence ucraina Viktor Medvedchuck, deputato dell’opposizione filorussa Piattaforma di opposizione per la vita e, a quanto sembra, uomo di stretta fiducia di Vladimir Putin. Lo ha annunciato su Telegram il presidente Volodymyr Zelensky postando una foto di Medvedchuck ammanettato che indossa l’uniforme delle forze armate ucraine: un camuffamento per tentare di nascondersi, a quanto sembra.

È dal nuovo cosmodromo di Vostochny, 8mila chilometri ad est di Mosca, che il capo del Cremlino, con a fianco il suo fidato alleato bielorusso Aleksandr Lukashenko, ha rilanciato la sfida all’intero Occidente. Per farlo ha scelto una data simbolo dell’orgoglio russo: il 61° anniversario del lancio del primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin. Anche allora, ha affermato Putin, Mosca era sotto sanzioni, “eppure l’Unione Sovietica è stata la prima a lanciare un satellite terrestre artificiale. Il primo cosmonauta è stato nostro. Così come il primo volo di una stazione spaziale, la prima passeggiata spaziale e la prima cosmonauta donna“. Anche adesso, ha assicurato, la Russia sarà capace di resistere e fra l’altro portare avanti il suo programma spaziale con il lancio della navicella automatica Luna-25, probabilmente entro l’anno. Mentre sarà l’Occidente a pagare per le misure punitive adottate.

Negoziati “molto difficili

Kiev da parte sua nega di aver frapposto ostacoli ai progressi nelle trattative, e anzi afferma che continuano, anche se sono “estremamente difficili“, specie “in questa atmosfera emotiva pesante“. Ma le affermazioni di Putin lasciano poche speranze che possa essere impedita l’offensiva russa nell’est del Paese. Putinha deciso che non si fermerà“, perché “ha bisogno di una vittoria militare per se stesso“, ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron, che è stato il più assiduo interlocutore del leader russo nel tentativo di impedire il conflitto.

La Russia punta al Donbass

Il presidente russo ha detto che è per “proteggere” il Donbass da quello che ha definito un “genocidio“, che sarebbe stato perpetrato dagli ucraini fin dal 2014, che le sue truppe hanno invaso l’Ucraina. “Questo era il nostro piano. Le operazioni in alcune regioni del Paese perseguivano l’obiettivo di bloccare le forze nemiche, distruggere le infrastrutture militari e creare le condizioni per un’azione più vigorosa nel Donbass“.

In questa mappa di Limes la situazione delle tensioni nel 2021 fra Russia e Ucraina nel Donbass, dove si trova anche Kramatorsk

LEGGI ANCHE: Attacco nella metro di New York: diversi feriti, è caccia all’uomo

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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