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Draghi e il colloquio con Putin: “L’Italia richiesta come garante dei negoziati”

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L’Ucraina e la necessità di far tacere le armi al centro del colloquio fra Draghi e Putin. “Ma è presto per un cessate il fuoco” dice il presidente russo. Impossibile al momento un incontro Putin-Zelensky. Dopo l’Ucraina anche la Russia chiede che l’Italia sia garante dei negoziati di pace. 

Presidente Putin, parliamo di pace” ha esordito il Presidente del Consiglio italiano rivolgendosi al capo del Cremlino nella telefonata del 30 marzo. Draghi ha fatto appello a Putin perché fermi al più presto le operazioni militari delle sue truppe in Ucraina e si lasci realmente il posto alla diplomazia per avvicinare la fine della guerra. Inevitabile un confronto sul gas che Mosca invia al nostro Paese – l’Italia ne è il secondo acquirente in Europa dopo la Germania – e sul sistema dei pagamenti in rubli. Vladimir Putin aveva infatti imposto, a mo’ di contro-sanzione, all’Occidente di pagare d’ora in avanti non più in euro o in dollari le materie prime russe, bensì in rubli. Una ritorsione prevista a partire da aprile: per ora, invece, è sospesa.

A Palazzo Chigi hanno preparato con cura il contatto con il Cremlino. L’ultimo risale a quasi due mesi fa, quando la crisi era in atto ma nessuno, nelle cancellerie occidentali, credeva troppo al fatto che davvero Mosca avrebbe sferrato un attacco militare all’Ucraina. In futuro ci saranno altri colloqui fra Draghi e Putin. Forse già la prossima settimana. Da entrambe le parti si è concordato sull’opportunità di mantenersi in contatto. Il colloquio di ieri – dopo che a fine febbraio l’ipotesi di un viaggio a Mosca del premier Draghi era saltato per l’invasione russa dell’Ucraina – è stato lungo: quasi un’ora.

Negoziati e incontro Putin-Zelensky

Le condizioni” da parte di Putin per un cessate il fuoconon sono mature ma è stato aperto poi il corridoio di Mariupol” ha dichiarato Mario Draghi oggi 31 marzo, durante l’incontro con la stampa estera. “Ho espresso la mia convinzione – ha aggiunto – che per risolvere nodi cruciali serve un incontro con Zelensky che lo sta chiedendo dall’inizio. E Putin mi ha risposto che i tempi non sono maturi. Uno dei punti di Putin è che ci siano piccoli passi avanti nei negoziati“.

I negoziatori ucraini e russi lo scorso 29 marzo a Istanbul, sotto l’egida di Erdogan

Draghi: “Ucraina si difende, solo così la pace

Il premier ha quindi spiegato che l’Italia è stata “richiesta come garante da Russia e Ucraina per l’attuazione di eventuali clausole negoziali“. “In effetti – ha osservato il premier – le posizioni delle due parti si sono un po’ avvicinate“, ma Draghi resta “cauto perché c’è ancora molto scetticismo“. “Tutti desideriamo vedere uno spiraglio di luce“. “Le sanzioni funzionano, alla pace si arriva se l’Ucraina si difende, altrimenti non si arriva alla pace“, ha sostenuto il Presidente del Consiglio.

In tutto questo ho riaffermato la disponibilità dell’Italia” a collaborare per costruire un percorso di pace “che è stata accolta e la telefonata si è conclusa con l’intenzione di mantenersi in contatto“. “Se Putin ha cambiato atteggiamento da quando è iniziata la guerra? La risposta è complessa. Credo di aver notato un cambiamento, ma sono cauto nell’interpretazione” ha aggiunto Draghi rispondendo a un cronista.

In Italia sono 75mila i profughi ucraini scappati dalla guerra. Foto Twitter @UCSCEI

LEGGI ANCHE: Prezzi in Italia: inflazione mai così alta dal 1991

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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