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Ucraina, bombe russe su Kiev. Biden in Polonia il 25 marzo

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Bombardamenti su Kiev nella notte del 26° giorno di guerra in Ucraina: colpiti un centro commerciale e alcune case. Sarebbero almeno 8 i morti. A Sumy, città del nord est, grave perdita di ammoniaca a causa dell’infuriare dei combattimenti: colpito impianto chimico da 50 tonnellate. 

Nella capitale ucraina le bombe hanno investito alcune case e un centro commerciale nel quartiere di Podil. Il vasto incendio che ne è seguito ha reso necessario l’intervento di 11 squadre dei vigili del fuoco. Il bilancio delle vittime è di almeno 8 morti. Nella regione di Sumy, che i caccia russi bersagliano mentre si dirigono verso il centro dell’Ucraina, si sarebbe verificata una perdita di ammoniaca da un impianto chimico.

L’impianto chimico di Sumy danneggiato. Foto Twitter @khpg

Ma ora la perdita nell’impianto chimico di Sumykhimprom è “sotto controllo con solo una persona ferita“. Lo ha affermato su Twitter il Centro per le comunicazioni strategiche del ministero della Cultura ucraina. Anche il Governatore dell’oblast (regione) di Sumy, Dmytro Zhyvytskyy, ha confermato su Telegram. “Alle ore 7.50 abbiamo eliminato la perdita“. “Attualmente sono in corso lavori regolari. Non vi è alcuna minaccia per la popolazione. Si è saputo di una persona ferita, un dipendente dell’impresa“, aggiunge il governatore.

Ucraina, Mariupol non si arrende

Kiev ha intanto respinto la richiesta di Mosca di consegnare la città di Mariupol. “La resa non è un’opzione“, ha dichiarato la vicepremier Iryna Vereshchuk. La quale ha aggiunto che l’Ucraina “chiede che le forze russe consentano immediatamente un passaggio sicuro” per l’evacuazione dei civili. In una lettera, il ministero della Difesa russo sosteneva però che avrebbe stabilito un corridoio umanitario solo se Mariupol si fosse arresa.

Il presidente della Svizzera, Ignazio Cassis

La Svizzera si offre di mediare

Per oggi 21 marzo si attende la ripresa dei colloqui tra Kiev e Mosca in formato online e continua a muoversi la diplomazia internazionale. La Svizzera sarebbe pronta a ospitare negoziati tra Russia e Ucraina, o comunque a fare da mediatore fra Putin e Zelensky. “Le armi tacciano presto“, ha detto il presidente svizzero Ignazio Cassis che oggi dovrebbe raggiungere il confine tra Polonia e Ucraina. E in Polonia si recherà il presidente Usa, Joe Biden, venerdì 25 marzo. A Varsavia incontrerà il suo omologo polacco, Andrzej Duda, ha annunciato la Casa Bianca. Per oggi pomeriggio è invece prevista una telefonata fra il premier Mario Draghi, il leader statunitense, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro britannico Boris Johnson.

Hackerato il Facebook russo

Arrivano intanto notizie secondo le quali pirati informatici hanno mandato in tilt il social media VKontacte (Vk), che si potrebbe definire come il Facebook russo. Sul social sono apparse, spiega l’Ansa, informazioni sulla guerra di Mosca contro l’Ucraina, incluse le difficoltà dell’esercito russo e il bombardamento di infrastrutture civili. Dall’account ufficiale del social network sarebbero partiti messaggi come: “L’esercito russo ha distrutto molte città pacifiche e più di 5.000 civili, di cui 100 bambini, sono morti“.

VKontacte, il Facebook dei russi

LEGGI ANCHE: Guerra in Ucraina, Sarah Ferguson in Polonia per accogliere i rifugiati

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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