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Ucraina, la battaglia di Kiev: si combatte strada per strada. Un bimbo nasce nella metropolitana

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La terza notte di guerra in Ucraina ha visto le forze di Kiev resistere agli attacchi russi alla capitale. Il presidente Volodymyr Zelensky è personalmente alla guida della resistenza agli invasori. E ha seccamente respinto l’ipotesi di una fuga negli Stati Uniti, offerta dagli americani: “Non mi serve un passaggio, mi servono munizioni” avrebbe dichiarato, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Associated Press. In un tweet a metà mattina del 26 febbraio, riferendosi a Ucraina e Italia, Zelensky ha scritto: “Questo è l’inizio di una nuova pagina nella storia dei nostri stati. Mario Draghi in una conversazione telefonica ha sostenuto la disconnessione della Russia da SWIFT, la fornitura di assistenza alla difesa. L’Ucraina deve entrare a far parte della Ue.

Kiev, un bimbo è nato nel bunker

L’esercito russo non è entrato in città“, ma “sono previsti più attacchi aerei“, ha detto il sindaco di Kiev Vitalii Klitschko. E, rivolgendosi ai cittadini, ha detto: “Rimanete nei rifugi antiaerei. Non uscite“. La popolazione soffre, a Kiev si combatte nelle strade e si cerca rifugio dai bombardamenti nei bunker. Nelle scorse ore nei cunicoli della metropolitana di Kiev, diventati riparo dalla guerra, una donna avrebbe dato alla luce un bambino. La vicenda è stata raccontata da un gruppo aperto su Telegram, riferisce la Bbc.

Forti esplosioni e missili sulla città

La battaglia di Kiev continua senza un attimo di tregua. Un nuova allerta per i raid aerei a Kiev c’è stata stamani 26 febbraio. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di Kiev di correre nei rifugi. È l’ennesimo allarme dopo una notte di forti combattimenti ed esplosioni, che si sono udite sempre più vicine al centro della città. Anche verso l’alba, riferisce l’Ansa, si sono sentiti dei colpi, forse di mortaio, provenire da est, nella zona dell’aeroporto di Zhulyany. Un missile ha centrato un edificio residenziale sventrandolo, riferiscono i servizi di emergenza, è in corso l’evacuazione. Secondo il Guardian il numero delle vittime è sconosciuto, mentre ci sarebbero dei feriti. Le forze armate ucraine hanno dichiarato di aver respinto un “attacco” notturno dei soldati russi contro una delle loro postazioni su Victory Avenue, una delle principali arterie di Kiev.

Kiev sotto assedio, combattimenti e vittime

Oltre 50 esplosioni e pesanti colpi di mitragliatrice sono stati segnalati nelle aree di Shulyavka e vicino allo zoo di Kiev. Dal canto loro le forze armate russe hanno annunciato oggi 26 febbraio di avere abbattuto 7 aerei da combattimento ucraini. Oltre a 8 elicotteri e 7 droni e di avere distrutto 87 carri armati e 28 lanciamissili MLRS (Multiple Launch Rocket System), secondo il ministero della Difesa russo, riporta Interfax. “Questa guerra durerà a lungo” e “dobbiamo prepararci“, ha detto oggi il presidente francese Emmanuel Macron che ha convocato il Consiglio di Difesa. “Stiamo fermando l’orda nel miglior modo possibile, la situazione a Kiev è sotto il controllo delle forze armate ucraine e dei nostri cittadini“. Lo ha affermato il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino Oleksiy Danilov, secondo quanto riporta il The Kyiv Independent.

LEGGI ANCHE: L’attacco della Russia in Ucraina: il dovere morale dell’Occidente di agire

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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