Nelle stesse ore in cui il cancelliere della Germania, Olaf Scholz, è in Ucraina, oggi 14 febbraio, a Mosca il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, riferisce al Presidente Vladimir Putin sulla crisi che rischia di innescare una guerra.
Al centro dell’incontro moscovita le controrisposte da dare a Stati Uniti e Nato dopo le loro affermazioni sulle garanzie di sicurezza chieste dalla Russia. Gli Usa e l’alleanza atlantica sono pronti per “seri negoziati” con la Russia su aspetti della sicurezza, ha affermato Lavrov incontrando Putin. Il ministro ha suggerito che la Russia dovrebbe continuare il dialogo con la controparte. I punti su cui gli Usa hanno offerto, secondo Lavrov, la possibilità di dialogare sarebbero circostanziati. E riguarderebbero: 1) limiti al dispiegamento di missili in Europa; 2) restrizioni su esercitazioni militari; 3) altre misure volte a costruire un clima di reciproca fiducia.
Putin ha tuttavia ribadito che l’espansione della Nato verso est “è infinita e molto pericolosa“. E che avviene “a spese delle ex Repubbliche sovietiche, inclusa l’Ucraina“. Sulle pagine dell’agenzia Ria Novosti si parla di un documento di 10 pagine per disinnescare la crisi ucraina. In cima alle richieste del Cremlino agli Stati Uniti c’è il “no” all’ingresso di Kiev nella Nato. Il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, ha detto al Presidente russo che “alcune esercitazioni militari sono terminate, altre sono vicine alla fine“. Il riferimento è alle manovre che i russi e i bielorussi stanno svolgendo ai confini dell’Ucraina.
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz in missione verso Kiev
Da parte sua, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha tenuto oggi una conferenza stampa congiunta col Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “In caso di aggressione militare, saremmo pronti a sanzioni su vasta scala – ha dichiarato – se la Russia violerà nuovamente la sovranità ucraina, sapremo cosa fare“. La questione dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato, tuttavia, “non è in agenda“, per questo è strano che la Russia agisca come se lo fosse, ha detto Scholz. Domani 15 febbraio il capo del governo tedesco sarà al Cremlino a Mosca per incontrare Putin.
Alla fine della giornata, da Mosca come da Kiev si aprono, malgrado tutto, spiragli di pace, rispetto alla potenziale minaccia di invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Per comprendere, almeno in parte, l’atteggiamento russo rispetto alla crisi ucraina può essere utile rievocare una massima cara a Vladimir Putin: “Se la rissa è inevitabile, colpisci per primo“. Il Presidente della Russia la imparò da ragazzo, “sulla strada“, come ebbe a dichiarare lui stesso qualche anno fa. Mosca non può accettare che la Nato, e quindi gli Stati Uniti, continuino ad allargarsi a est, inglobando la desiderosa Kiev, oltre ad altre ex repubbliche sovietiche come Polonia e Romania. Ragion per cui si vis pacem para bellum. Circondare parte dei confini ucraini con 130mila soldati russi non è giocare a Risiko per propaganda ma piuttosto esercitare una violenta pressione per alzare la posta con la Nato. E poi magari sedersi al tavolo delle trattative da una posizione, se non di forza, di parità. È quello che potrebbe accadere a breve.
Di Maio dovrebbe incontrare nelle prossime ore il suo omologo russo Lavrov
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