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Quirinale, il giuramento di Mattarella: il programma della giornata

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Si svolgerà domani 3 febbraio, durante il pomeriggio, la cerimonia di insediamento del rieletto Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A Montecitorio il Capo dello Stato presterà giuramento accompagnato dai rintocchi della campana della sede della Camera, mentre si spareranno 21 salve di artiglieria dal Gianicolo. Poi il discorso di fronte ai grandi elettori, la visita all’Altare della Patria insieme al presidente del Consiglio, Mario Draghi. Quindi il ritorno al Quirinale sulla storica Lancia Flaminia.

Ore 15, Mattarella a Montecitorio

Il giuramento del Presidente della Repubblica, come la sua elezione, avviene davanti al Parlamento riunito in seduta comune a Montecitorio, con la presenza dei delegati regionali che hanno partecipato al voto. Il programma prevede che intorno alle 15.10 il Segretario generale della Camera dei deputati, Fabrizio Castaldi, si rechi al Quirinale da Mattarella per poi accompagnarlo alla Camera dei Deputati su un’auto scortata dai Carabinieri in motocicletta. Nello stesso momento, la partenza di Mattarella sarà segnalata dai rintocchi della campana di Montecitorio.

Ore 15:30, giuramento sulla Costituzione

Arrivato alla Camera, il Presidente Mattarella sarà accolto da Roberto Fico e da Maria Elisabetta Alberti Casellati. La campana, a questo punto, cesserà di suonare. Nell’atrio un reparto di Carabinieri, in grande uniforme. All’arrivo, saluteranno il Presidente della Repubblica i componenti del Consiglio di Presidenza del Senato e dell’Ufficio di Presidenza della Camera. Intorno alle 15.30, Mattarella – accompagnato da Fico e Casellati, con i rispettivi Segretari generali – raggiungerà l’Aula e salirà sul banco della presidenza. Il Presidente Fico dichiarerà aperta la seduta e inviterà il Capo dello Stato a prestare giuramento a norma dell’articolo 91 della Costituzione. Dell’avvenuto giuramento si darà annuncio tramite i rintocchi della campana di Montecitorio, mentre 21 salve di artiglieria saranno sparate dal Gianicolo.

Il discorso di Mattarella

Dopo il giuramento, Mattarella pronuncerà il suo discorso alla nazione. Dovrebbe durare circa 20 minuti, un po’ più breve del solito nel rispetto delle normative anti Covid. Al termine un Segretario di presidenza darà lettura del processo verbale della seduta, poi il Presidente Fico dichiarerà chiusa la seduta e, insieme alla Presidente del Senato, accompagnerà Mattarella alla Galleria dove ad attendere il capo dello Stato ci sarà il premier Mario Draghi. Nell’atrio un reparto di Corazzieri, in uniforme di gran gala, renderà gli onori. Poi il Capo dello Stato uscirà da Montecitorio e, mentre nella piazza la banda esegue l’Inno Nazionale, passerà in rassegna il reparto d’onore schierato. La cerimonia dovrebbe concludersi intorno alle 16.20-16.30.

Ore 17: il saluto finale al Quirinale

A questo punto Sergio Mattarella, insieme al segretario generale della Camera e al Presidente del Consiglio Draghi, andrà all’Altare della Patria per deporre una corona al milite ignoto. Subito dopo lo saluterà brevemente il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Infine il Capo dello Stato salirà sulla storica Lancia Flaminia presidenziale e – scortato dai corazzieri e sempre insieme a Draghi – andrà al Quirinale dove riceverà gli onori militari nel Cortile d’onore. Intorno alle 17, Mattarella andrà nel salone dei Corazzieri, dove, davanti alle più alte Cariche dello Stato e ai delegati regionali (160 in tutto), saluterà brevemente i suoi ospiti, preceduto da una breve introduzione della presidente del Senato Casellati.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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