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Giuliano Ferrara ricoverato in gravi condizioni

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Sarebbero molto gravi le condizioni di salute di Giuliano Ferrara. Il giornalista è ricoverato in rianimazione cardiologica all’ospedale Misericordia di Grosseto a causa di un infarto. Ferrara, 70 anni, si è sentito male nella sua casa a Scansano, in Maremma, nella tarda serata di giovedì 27 gennaio. A confermare la notizia è stata la Asl Toscana sud est, dopo le indiscrezioni trapelate su alcuni giornali locali. A quanto sembra i medici lo hanno immediatamente sottoposto a un’angioplastica. L’intervento sarebbe tecnicamente riuscito ma le condizioni di Ferrara resterebbero comunque molto gravi, sebbene stabili.

Ferrara, il ‘tifo’ per Draghi al Colle

Da tempo Giuliano Ferrara si è trasferito a vivere in Maremma dove possiede un’azienda agricola. Da lì ha continuato a scrivere i suoi editoriali. Proprio oggi, 28 gennaio, il Foglio, quotidiano da lui fondato, ha pubblicato un suo articolo a proposito del Quirinale in cui il giornalista porta avanti la tesi della necessità di eleggere Mario Draghi nuovo presidente della Repubblica.

Ho il privilegio di ricordare poco

Il giornalista ha compiuto 70 anni lo scorso 7 gennaio. In quell’occasione sul Foglio è apparso un suo articolo “Oggi ho settant’anni e il privilegio di non ricordare quasi niente“. “Vivo ascoltando musica su Channel 3 e dalla Digital Concert Hall dei Berliner, leggo buoni libri, scrivo per il giornale quasi tutti i giorni“, afferma nel suo pezzo. “Un matrimonio di trentaquattro anni e l’amore, che è il suo bel complemento; qualche amico, messaggini e la consolazione delle giornate corte, con il buio che raccoglie come un fumo purgatoriale e aiuta nella campagna a distinguere le luci dei paesi collinari“. “Quando Röselein abbaia con il suo vocione di baritono basso so che il suo Lied è per ricordarmi che ho una specie di vitalità ancora da spendere“.

Ferrara, berlusconiano sui generis

Oltreché cronista di razza, Ferrara è stato in passato uomo politico e conduttore televisivo di primo piano. Con l’ascesa di Silvio Berlusconi decise di lasciare il Partito Socialista in disfacimento a causa di Tangentopoli per scegliere Forza Italia. Divenne ministro per i Rapporti con il Parlamento del primo Governo Berlusconi negli anni ’90. Nel gennaio del 1996 fondò il quotidiano Il Foglio, che ha diretto fino al 2015. Fu dapprima un sostenitore del Centrodestra, e poi del secondo e terzo Governo Berlusconi, anche se in maniera talvolta critica.

L’acume di chi rompe gli schemi

Con gli eventi dell’11 settembre 2001 le sue posizioni politiche e ideali assunsero una svolta conservatrice. Pur essendo dichiaratamente un non cattolico, iniziò a sostenere la necessità del rafforzamento dei valori giudaico-cristiani come baluardo dell’Occidente di fronte al pericolo crescente dell’estremismo islamico. Per questo Eugenio Scalfari lo definì un “ateo devoto“. Di certo ha rotto molti schemi del ‘politicamente corretto’ e si è sempre imposto all’attenzione pubblica come una voce fuori dal coro. In televisione ha ideato e diretto la trasmissione Otto e mezzo. Fin dal principio della tv cosiddetta commerciale, che spezzò il monopolio Rai, negli anni ’80 Ferrara ha introdotto l’infotainment nel nostro Paese, con Il testimone, su Rai Due, e poi Radio Londra, su Canale 5.

Mario Draghi è l’uomo che Giuliano Ferrara vorrebbe al Quirinale

LEGGI ANCHE: Quirinale, il Centrodestra vota Casellati: è scontro con gli avversari

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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