Lewis Carroll, dalla scrittura alla fotografia specchio della sua personalità

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Charles Lutwidge Dodgson, conosciuto con lo pseudonimo di Lewis Carroll, è noto al mondo per essere il ‘padre’ di Alice nel paese delle meraviglie; ma la carriera artistica dell’autore si snoda attraverso diversi rami. La fotografia è, in tal senso, l’arte attraverso la quale Carroll espresse la sua filosofia personale, forse ancora prima che nella scrittura. A dimostrazione di questo la sua produzione fotografica, che comprende all’incirca 3.000 scatti. Usare le immagini come strumento narrativo, così come fu per la scrittura; proprio per questo, è anche attraverso le sue foto che si possono esplorare le caratteristiche di una personalità, tanto controversa quanto affascinante.

Lewis Carroll tra genialità e controversia

Lewis Carroll, nacque a Daresbury, in Inghilterra, il 27 gennaio del 1832; l’artista inglese potrebbe essere definito, oggi, un ‘ragazzo prodigio‘. I suoi risultati accademici e i suoi successi nella carriera ne furono una prova tangibile; ma, forse, come ogni ‘genio’ che si rispetti la sua vita è caratterizzata da luci, tante, ma anche alcune ombre che lo avvolgono nel mistero e, restituiscono oggi, un’immagine a tratti enigmatica.

Ma nonostante le voci e le critiche ambigue, Lewis Carroll è ad oggi uno dei più grandi artisti dell’epoca vittoriana. Egli, infatti, non è solo creatore dell’opera interpretata, realizzata, studiata e riprodotta negli anni, in decine di versioni differenti, dal cinema al teatro passando per l’animazione (Alice nel paese delle meraviglie); ma è considerato anche uno dei più grandi fotografi dei suoi tempi, oltre che una delle maggiori personalità che hanno influenzato la fotografia moderna.

Lewis Carroll – Alice Liddell as the Beggar Maid [1858]

L’incontro con la fotografia

Nel 1856 Lewis Carroll giunse al Christ Church College di Oxford, dove divenne reverendo e iniziò a insegnare matematica; ed in quel periodo conobbe in maniera più approfondita la fotografia. Un mezzo nuovo per i suoi tempi, al quale Carroll si avvicinò con il fascino di un avventuriero che trova nell’innovazione uno strumento per approfondire e, allo stesso tempo, rappresentare la propria visione del mondo.

La composizione fotografica di Lewis Carroll ha un filo conduttore che è nella ricerca della perfezione: fisica, estetica e morale. Per questo, probabilmente, i soggetti ritratti maggiormente erano bambine; e questa scelta gli causò anche un’accusa di pedofilia. Accusa che, tuttavia, non venne mai confermata. Si ritiene, piuttosto, che ritrarre le bambine seminude fosse per Carroll un modo per ‘liberarle’ dalla rappresentazione delle donne vittoriane di alta società.

I bambini

Era un matematico di successo, un uomo di scienza, ma questo ‘vestito’ sembrava stargli stretto; Lewis Carroll aveva bisogno di esplorare, di andare oltre. E se durante le lezione gli capitava spesso di balbettare, era con i bambini che si trovava a suo agio; con i più piccoli trovava un mondo sicuro. Con i più piccoli il severo e austero reverendo Dogson si trasformava nel divertente e fantasioso Lewis Carroll. Inutile dire come questo venisse visto come una stranezza dagli adulti del tempo; ai bambini non era dato molto peso, si pensava solo alla loro educazione ed istruzione. Ma Carroll vedeva in loro l’essenza e quella perfezione genuina che ricercava sempre nella sua arte.

Del resto anche dello stesso Lewis Carroll ci arrivano immagini di un eterno ragazzo, con il volto, spesso, perso a fantasticare; e forse, la sua stessa vita, tra segreti, misteri e genialità è stata proprio come una doppia immagine riflessa nello specchio, lo specchio di Alice. Da un lato il reverendo insegnate di matematica, dall’altro l’uomo in grado di regalare all’immaginazione spazi inesplorati. E forse per questa sua personalità singolare, ieri come ancora oggi, Lewis Carroll appare un personaggio a tratti enigmatico. Ammalatosi di bronchite, questo indimenticabile, seppur controverso, artista muore a Guildford, nel Surrey, il 14 gennaio del 1898; ma la sua eredità vive ancora oggi in tutte quelle persone che amano perdersi nel paese delle meraviglie.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Segui Francesca su Instagram Segui Francesca su Linkedin

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