Covid, Omicron: doppio salto di specie dal topo all’uomo

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La variante Omicron? Non una mutazione del Sars-CoV-2, ma una vera e propria nuova variante che avrebbe compiuto un doppio salto di specie. Ovvero da uomo a topo e successivamente da topo a uomo. Questa la conclusione di un gruppo di genetisti cinesi guidati da Wenfeng Qian, ricercatore dell’Institute of Genetics and Developmental Biology della Chinese Academy of Sciences. Lo studio è in pubblicazione sul Journal of Genetics and Genomics.

Omicron, un’evoluzione separata

La nuova ricerca cinese parte dalla necessità di fornire una risposta sulle reali origini di Omicron, apparentemente una ‘semplice’ mutazione di precedenti varianti del virus. Cosa che invece non sarebbe tale. La variante, apparsa per la prima volta in Sudafrica – o nell’Africa australe – si sta diffondendo in tutto il mondo a una velocità mai vista. La sua particolarità, come rivelato anche da una recente pubblicazione sulla rivista Science, è che dagli studi emerge che questa non si è originata dalle precedenti mutazioni del Sars-Cov-2. Mostra invece tutte le caratteristiche di un’evoluzione separata, potremmo dire parallela. In pratica di qualcosa di più specifico e differente rispetto alle mutazioni del virus sin qui verificate.

Québec, imposta sui No Vax

E mentre si approfondiscono le ricerche scientifiche su Omicron, la provincia canadese del Québec intende imporre una tassa ai non vaccinati contro il Covid, a causa del peso che rappresentano per il sistema sanitario. “Stiamo lavorando su un contributo salute per gli adulti che rifiutano di vaccinarsi“, ha detto in conferenza stampa il premier del Québec, François Legault. Il quale ha inoltre sottolineato che i non vaccinati sono il 10% della popolazione. Ma occupano il 50% dei posti letto nei reparti di terapia intensiva.

“Una questione di equità”

È una questione di equità perché queste persone pongono un pesante fardello sul nostro sistema sanitario. Ed è normale che la maggior parte della popolazione chieda che vi siano conseguenze“, ha detto il premier della provincia francofona. Non è chiaro a quanto ammonterà l’importo della tassa per i no vax. Che comunque scatterà nelle prossime settimane. Legault ne sta discutendo con il suo ministro delle Finanze ma ha già fatto sapere che un’imposta di 50 o 100 dollari non sarebbe sufficiente. Provincia di 8 milioni di abitanti, il Quebec sta affrontando una nuova ondata di contagi a causa della variante Omicron. Al momento vi sono più di 2.700 ricoverati per il Covid, di cui circa 250 in terapia intensiva. Dal 30 dicembre è in vigore il coprifuoco alle 22 e il divieto di riunioni private.

In Canada, nel Québec, scatterà una tassa a carico dei No Vax

LEGGI ANCHE: Covid, vaccino e richiami non bastano più: “Bisogna prevenire l’infezione”

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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