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Quirinale, Calenda lancia Marta Cartabia: “Sia lei il Capo dello Stato”

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Azione, la forza politica dell’ex candidato sindaco di Roma, Carlo Calenda, rilancia Marta Cartabia per il Quirinale. E lo fa a margine della presentazione della ‘giunta ombra’ per Roma, dopo l’avvio della sindacatura dell’ex ministro dem Roberto Gualteri che succede a Virginia Raggi. La possibilità che la ministra della Giustizia del Governo Draghi possa diventare la prima donna Presidente della Repubblicasi deve risolvere con un incontro fra i segretari di partito” ha detto Calenda.

Anche il The Guardian elogia Mario Draghi

Dopo l’Economist tocca al The Guardian unirsi al coro di elogi che in qualche modo fanno eco al discorso di Calenda. La testata britannica spiega in un editoriale dedicato al nostro Paese e alla corsa al colle come il premier abbia “presieduto con autorità” un governo “di unità” nazionale e sotto la sua guida, il recovery plan italiano sia stato “entusiasticamente finanziato dalla Commissione Europea”.
Il pezzo prosegue poi chiosando come “la politica tradizionale è destinata a fare il suo ritorno” dal momento che per il giornale inglese “la Draghi-dipendenza” sia “comprensibile ma non sana”.

Perché Cartabia e non Draghi

La nostra proposta è la ministra Cartabia, una persona di grande qualità, ex presidente della Corte Costituzionale. Si può trovare un altro nome ma troviamolo: sediamoci e facciamolo subito“, ha sottolineato il leader di Azione. Ha inoltre ribadito che Mario Draghideve restare” a Palazzo Chigi, perché occorre fronteggiare la variante Omicron del Coronavirus, così come il caro prezzi dell’energia. “I prezzi sono impazziti – ha dichiarato Calenda – le imprese rischiano una fermata produttiva. C’è l’inflazione e dobbiamo spendere 50 miliardi di PNRR: che senso ha cambiare questo presidente del Consiglio?“.

Calenda e il patto di legislatura

La proposta del leader di Azione giunge a due settimane dall’elezione del Capo dello Stato (il primo scrutinio ci sarà il 24 gennaio). “Incontriamoci per parlare del Governo e poi, sgomberato il tavolo da questo, possiamo parlare di una figura condivisa per il Quirinale“. “È un dovere che i segretari di tutti i partiti, in primo luogo chi sostiene l’esecutivo, si siedano insieme, fisicamente, e discutano per prima cosa del Governo” ha detto Calenda. “Il Governo è inceppato dall’azione dei partiti – ha insistito – dobbiamo verificare se i partiti desiderano veramente andare avanti firmando un patto di legislatura alla tedesca. Prima di tutto dobbiamo decidere se questo esecutivo può andare avanti e come. Vediamo se c’è, come auspico, la forza di andare avanti fino fine legislatura con Draghi premier. Il tema fondamentale oggi è chi governa l’Italia, non chi va al Quirinale”.

Le regionali del Lazio

Replicare una maggioranza larga anche della giunta Zingaretti con i Cinque Stelle alle prossime regionali? Sì, se il candidato fosse di qualità come l’assessore Alessio D’Amato che sosterremmo in ogni caso. La Regione Lazio è un caso unico. Ci sono cose che condivido e non condivido di Zingaretti ma il giudizio per me è generalmente molto positivo. L’assessore D’Amato ha fatto un lavoro strepitoso. Se lui fosse il candidato del Centrosinistra, in qualunque forma, noi saremmo disponibili ad appoggiarlo“.

LEGGI ANCHE: Incubo Covid sul Quirinale: incognita grandi elettori, positivi 3 ministri

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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