La tradizione vuole che il 31 dicembre per la fine dell’anno si festeggi l’arrivo del nuovo anno con un pranzo speciale. E non si può rinunciare al cotechino con le lenticchie, piatto propiziatorio di buon augurio per le sorti economiche dei commensali. C’è chi prepara il cotechino e chi invece preferisce il “parente” stretto del cotechino, ovvero lo zampone. Sono molto simili per composizione, e la differenza principale fra zampone e cotechino è nell’involucro. Mentre lo zampone è avvolto dalla pelle della parte anteriore della zampa del maiale, il cotechino è insaccato nel budello.
Le origini di questo accostamento sono lontanissime: dobbiamo tornare indietro fino agli antichi Romani. Sono loro a considerare le lenticchie alla stregua di un investimento. Infatti le regalavano in una piccola borsa di cuoio da tenere legata alla cintura come cibo simbolo di ricchezza e prosperità. Il cotechino invece risale al Medioevo; per la precisione siamo nel 1511, e secondo la tradizione fu Pico della Mirandola a consigliare per primo di macellare i maiali rimasti nelle stalle e mettere la carne dentro le zampe e la cotenna dei suini, per conservarli e mangiarli in un secondo tempo.
La ricetta del cotechino con le lenticchie è molto semplice, richiede però del tempo per la cottura del cotechino, a meno che non si decida di utilizzare il prodotto precotto.
Come da tradizione vanno servite nei dintorni della mezzanotte o subito dopo in ottemperanza al detto: “quello che fai il primo dell’anno, lo fai per tutto l’anno“. Coccolatevi soprattutto a tavola. Buon 2022!
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