Tragedia in Sicilia a Ravanusa, nell’Agrigentino. Nella sera dell’11 dicembre una forte perdita di gas nella rete di metano ha provocato un’esplosione molto violenta che ha determinato il crollo di almeno 7 palazzine. Due donne sono estratte vive dalle macerie, Giuseppa Montana e Rosa Carmina, mentre un uomo e tre donne sono morte. Sono ancora 5 le persone disperse, tra cui una giovane incinta che avrebbe dovuto partorire mercoledì 15 dicembre.
I vigili del fuoco scavano da ore con le mani. Evitano di usare mezzi meccanici nella speranza che qualcun altro sia ancora vivo. Quattro le palazzine crollate e 3 sventrate, un’area di 10mila metri quadrati investita da una deflagrazione fortissima. Così Salvatore Cocina, direttore della Protezione Civile regionale, descrive i danni provocati dall’esplosione. “Sicuramente c’è stata una fuoriuscita di gas che ha creato una sorta di sacca di metano espansa” ha spiegato. La forza dell’esplosione, “forse innescata dall’avvio di un ascensore, potrebbe essere stata potenziata da una stufetta a gas. Ma è ancora troppo presto per dirlo“.
“Il gas si è accumulato o nel sottosuolo o in un ambiente chiuso. A innescare l’esplosione forse l’attivazione dell’ascensore“, ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino. “Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi – ha aggiunto – certo è che una esplosione così è un evento eccezionale“. Tra le cause della rottura del tubo potrebbe esserci il maltempo o uno smottamento del terreno. Nella palazzina di quattro piani distrutta dall’esplosione c’erano 9 componenti dello stesso nucleo familiare. Uno è morto de si sono salvati. Si tratta di un’anziana di 80 anni, portata all’ospedale di Licata con gravi fratture, e, secondo i primi accertamenti, la cognata, che i soccorritori hanno rintracciato dallo squillo del cellulare. Ancora dispersi gli altri familiari tra quali una giovane infermiera giunta al termine della gravidanza e il marito. Oggi sarebbe dovuta partire per Milano per la laurea del fratello.
Si scava ancora, riporta l’Ansa, per cercare le due persone che al momento dell’esplosione si trovavano nella casa attigua. Un portavoce Italgas, la società che distribuisce il metano, fa sapere che “i tecnici hanno completato le operazioni di isolamento del tratto di rete e messo in sicurezza l’area interessata interrompendo il flusso di gas“. La zona dell’esplosione sembra uno scenario di guerra: macerie, vetri rotti, detriti e un acre odore di bruciato ovunque. Sul posto sono arrivate squadre dei vigili del fuoco di Agrigento, Palermo e Catania, la Croce Rossa, la Protezione Civile, polizia e carabinieri.
Foto Twitter @emergenzavvf
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