A un mese dall’arrivo ufficiale dell’inverno, l’Italia avvia oggi 22 novembre le somministrazioni della terza dose di vaccino anti Covid per i cittadini con più di 40 anni che abbiano ricevuto al seconda da almeno 6 mesi. Un nuovo passo nella direzione di accelerare il più possibile le terze dosi, mentre si discute se accorciare di un mese – da 6 a 5 mesi – l’attesa dopo la seconda dose per assumere il richiamo booster.
Un’allerta sul rischio di intasamento delle terapie intensive negli ospedali la lancia Antonino Giarratano. Si tratta del presidente della Società Italiana Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti). “Siamo in piena quarta ondata: le terapie intensive rischiano l’intasamento entro un mese“. “A seguito del ricovero in terapia intensiva – spiega – i pazienti Covid hanno una possibilità di decesso dal 30% al 75%. Dobbiamo evitare questi ricoveri.” “Il nostro appello è chiaro – prosegue – chiediamo a tutti gli italiani di vaccinarsi e al Governo di mettere in atto subito manovre per una maggiore attenzione. Senza attendere il colore ‘giallo’ che significa già 15% di ricoveri in più e nuovi morti“. Sul tema è intervenuta con un analogo richiamo anche l’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac).
In Italia si sono ormai raggiunti i 10mila nuovi contagi al giorno (ieri 9.709, 46 le vittime). Crescono i ricoveri in ospedale per Covid: il 21 novembre a quota 4.345 persone (+95 sul giorno prima), mentre i cittadini in terapia intensiva per Covid sono 520 (+8 sul giorno prima). Sono numeri lontani da quelli di un anno fa. Il 21 novembre 2020 in terapia intensiva c’erano 3.758 persone. I contagi erano 34.767, con un tasso di positività al 14,6% (oggi è al 2%), e i morti 692 (oggi 46). Questa è la dimostrazione che vaccino e Green Pass funzionano ma non si può abbassare la guardia. I nuovi casi un mese fa erano un quinto di quelli di adesso.
E il virus, veicolato dalla variante Delta Plus, 50 volte più contagiosa della Delta, sta correndo in tutta Europa. Da oggi 22 novembre in Austria c’è il quarto lockdown dall’inizio della pandemia di Covid. Durerà per tutti fino al 12 dicembre. Dal 13 solo per i non vaccinati. In Austria il tasso d’incidenza dei casi di Coronavirus è di oltre 1000 su 100mila abitanti (in Italia è di 100). Dal 1 febbraio 2022 Vienna imporrà anche anche l’obbligo vaccinale nei confronti di coloro che, a quella data, non avranno ricevuto nemmeno una dose.
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