Tragico risveglio in Grecia per i cretesi, stamani 27 settembre, a causa di un forte terremoto. Il bilancio provvisorio è di almeno una vittima, un operaio morto nel crollo di una chiesa. Una scossa di magnitudo 6.1 sulla scala Richter, secondo il Centro sismologico mediterraneo, ha colpito la grande isola ellenica alle 8:17 ora italiana.
L’operaio che ha perso la vita stava svolgendo dei lavori ad Arkalochori, all’interno di una chiesa, il cui tetto è crollato a causa delle scosse sismiche. I vigili del fuoco hanno descritto la situazione come “molto difficile“: ci sono infatti almeno tre persone intrappolate all’interno delle loro case. Il sisma ha fatto scappare la gente in strada, mentre le scuole sono state evacuate. Le ripetute scosse di assestamento hanno colpito la zona e i media locali hanno riferito di danni nei villaggi vicino all’epicentro.
Come l’Italia, anche la Grecia è una terra sismica e fa i conti periodicamente con frequenti terremoti di varia intensità. Due settimane fa, il 14 settembre, Zante e Cefalonia hanno subito un sisma di entità moderata verificatosi in mare, all’incirca tra le due isole ioniche, intorno alle 13:40 ora locale. L’Istituto di Geodinamica dell’Osservatorio Nazionale di Atene e il Centro Sismologico Europeo-Mediterraneo hanno attribuito all’evento una magnitudo di 4.2 della scala Richter. L’Istituto di Geodinamica ha riferito che l’epicentro del sisma si trovava a 35 chilometri a sud-ovest del villaggio di Volimes, a Zante, a una profondità di 8,7 chilometri.
Nel nostro Paese invece sono passati da poco 5 anni dal terremoto di Amatrice e Accumoli (Rieti). E per molti di coloro che persero tutto resta lontano il ritorno a una vita normale. Nel cuore della notte fra il 23 e il 24 agosto 2016 il sisma che sconvolse il Centro Italia provocò la morte di 303 persone, 299 delle quali perite sotto le macerie e altre 4 nei mesi successivi al disastro, per traumi riconducibili alle scosse. I feriti furono 388. Non solo Amatrice, che fu rasa al suolo, ma diversi altri paesi subirono danni molto ingenti. Circa 41 mila gli sfollati tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
Grazie alla generosità e all’impegno di tanti per la ricostruzione, e malgrado polemiche, ritardi e burocrazia a non finire, qualcuno ha iniziato a ripopolare il territorio. Negli ultimi 12 mesi sembra che la ricostruzione abbia fatto seri passi in avanti, anche per lo snellimento di pratiche e permessi. Anche quest’anno si è svolta la cerimonia di commemorazione, alle ore 3.36 del 24 agosto. Ovvero quando il terremoto di magnitudo 6.0 distrusse il borgo di Amatrice e colpì molto duramente altri 140 comuni, fino a coinvolgere 600mila persone.
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