Compie un anno il super microscopio più importante sul piano scientifico internazionale. Fu infatti nell’agosto del 2020 che il sincrotrone ad alta energia Extremely Brilliant Source (Ebs) entrò in funzione. Lo strumento è nato dalla cooperazione fra 22 paesi e fu installato all’interno dell’Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble (Francia). Ha consentito finora a circa 1.600 scienziati e ricercatori di indagare la materia su scala atomica come mai era avvenuto prima.

Capolavoro tecnologico

L’Europa può essere orgogliosa di questo capolavoro di tecnologia e di visione scientifica“, ha commentato Helmut Dosch, presidente di Esrf. Il super microscopio è in grado di produrre fasci di raggi X cento volte più luminosi di quelli che era possibile ottenere fino a oggi. Questo significa che può permette di indagare i più piccoli dettagli di qualsiasi tipo di campione da studiare.

Super microscopio: come funziona

Ad alimentare lo strumento sono fasci di particelle che, costretti a ‘correre’ all’interno dell’anello del nuovo sincrotrone, generano ‘pacchetti’ di raggi X particolarmente ‘compatti’ e ‘brillanti’. Proprio questi raggi X, indirizzati verso il campione da analizzare, permettono di penetrare la materia e osservarla su scala atomica con una limpidezza mai ottenuta prima. Sotto la lente di questo super microscopio sono già finiti campioni di ogni tipo. Si va dalla scansione in 3D di un cranio di T-Rex da cui è stato possibile identificarne l’età, la dieta e le varie patologie sofferte in vita, alle immagini delle interazioni degli atomi di litio durante il ciclo di funzionamento di una batteria.

Zuckerberg e il progetto sul Covid

Lo scorso mese di dicembre la fondazione benefica di Mark Zuckerberg e della moglie Priscilla Chan aveva premiato un progetto. Un’iniziativa speciale che aveva permesso, grazie alla ‘vista’ del super microscopio Ebs, di osservare i polmoni di una vittima di Covid-19. Il tutto però grazie a una risoluzione decine di volte superiore a quella di una tradizionale Tac. “I primi risultati ottenuti con il micro-imaging gerarchico degli organi umani di pazienti Covid-19 – ha commentato Francesco Sette, direttore generale dell’Esrf – hanno portato emozioni paragonabili a quelle dei primi studi anatomici analitici di Leonardo da Vinci nei primi anni del XVI secolo”.

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