A due settimane circa dal rientro a scuola la gestione della pandemia di Covid nelle classi appare molto incerta. Quale futuro attende studenti e famiglie? Ci sarà ancora la Dad, la didattica a distanza? Il Governo Draghi giura di no e si adopera per il ritorno in sicurezza nelle aule ma la tensione adesso sale. E l’esecutivo è sotto tiro. “Non vedo le regole granitiche che servirebbero, così si rischia ancora la Dad“, ha affermato Agostino Miozzo, coordinatore del Cts fino a marzo e poi consulente del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Proprio il titolare dell’Istruzione assicura: “Aiuteremo gli istituti nei controlli“. Ma i presidi definiscono “impraticabile” il controllo dei Green Pass, obbligatori per entrare negli istituti scolastici.
In un’intervista al Corriere della Sera, Miozzo va giù duro. E rimarca come a presidi e scuole “si deleghino decisioni delicate che invece i ministri e il governo dovrebbero prendere in modo netto“. Ovvero, aggiunge, “senza che possano essere interpretate o aggiustate. In questo anno e mezzo ho imparato che alle scuole devono arrivare messaggi netti, chiari, precisi“. Sulle questioni sanitarie “non ha senso invocare l’autonomia didattica“, prosegue Miozzo. “Quella riguarda le modalità di insegnamento, non le decisioni sul Covid. Le Asl e i presidi di fronte alla decisione di chiudere e riaprire una scuola, se c’è un focolaio, adotteranno misure protettive per il decisore, quindi la Dad sarà inevitabile. Ci vogliono modelli, indicazioni non interpretabili. Mi immagino i conflitti nelle scuole. Un genitore, magari poco convinto, vaccina il figlio per farlo andare in presenza e poi se lo ritrova in Dad. Non capisce più nulla. Deve sapere che cosa e perché succede“.
Lo scontro più duro, tuttavia, è sul Green Pass. Per il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è “uno strumento a tutela di tutti, soprattutto dei più fragili.” Di certo, ha spiegato in un’intervista al Sole24Ore, “le scuole non resteranno sole nella gestione dei controlli“. “Dall’inizio del mio mandato ho investito due miliardi di euro per la ripartenza e abbiamo già immesso in ruolo 50mila insegnanti, ben più del doppio di quanto attuato negli anni passati“.
Severo, invece, il giudizio dell’Associazione nazionale dirigenti scolastici. “A distanza di soli dieci giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, tocca registrare che non si sono adottati interventi che potrebbero garantire la riapertura delle scuole in piena sicurezza“. La sensazione, attaccano i presidi, “è che si navighi al buio“, si legge in una lettera inviata al premier Mario Draghi e al ministro dell’Istruzione. La questione primaria resta quella relativa al controllo del Green Pass che, secondo il presidente dell’Associazione, Paolino Marotta, è “impraticabile“. È infatti “inimmaginabile che il personale delegato dal dirigente sia tutti i giorni agli ingressi e per diverse ore a controllare la certificazione di centinaia di docenti e personale“.
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