Si celebra oggi 21 agosto la quarta Giornata Internazionale del Ricordo e Tributo alle Vittime del Terrorismo, proclamata dall’Onu. Una ricorrenza che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito nel 2018. L’obiettivo è ribadire la promozione dei diritti umani e dello Stato di diritto. Proprio in questi giorni l’attenzione di tutto il mondo è su ciò che accade a Kabul. Lì, da meno di una settimana, i talebani hanno riconquistato il potere e la Nato è in ritirata. A vent’anni dagli attentati alle Torri Gemelle di New York e dall’invasione americana dell’Afghanistan si sta applicando la sharia, la legge islamica. I nuovi padroni del paese danno la caccia a loro nemici casa per casa.
Storie da non dimenticare
La Giornata Internazionale del 21 Agosto è l’occasione, dunque, per riflettere sulle vittime del terrorismo in tutto il mondo, anche quelle di questi giorni, e ricordare le loro storie. La commemorazione è essenziale per promuovere solidarietà e supporto attorno alle loro famiglie. Quest’anno l’Ufficio delle Nazioni Unite per l’Anti-Terrorismo organizza un evento online di alto livello dal titolo Not Forgotten: Stories of Remembrance of Victims of Terrorism. Partecipa anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Si potrà seguire l’evento dalle 16 sulla UN Web Tv (https://media.un.org/en/webtv).
L’Italia celebra inoltre – ogni 9 maggio – una sua Giornata per le vittime del terrorismo. Con riferimento alle centinaia e centinaia di morti e feriti causati soprattutto dal terrorismo politico di estrema sinistra e di estrema destra, fra gli anni ’70 e ’80. Dal 1978 al 2016 gli attacchi sovversivi sanguinari nel nostro Paese hanno causato la morte di 283 cittadini e il ferimento di altri 971. E da Torino arriva la notizia che nella notte ignoti hanno distrutto il monumento ai caduti di Nassiriya in Corso IV Novembre. La scultura fu posata nel 2006, nei pressi di Piazza d’Armi, per ricordare le vittime della strage avvenuta nel sud dell’Iraq, il 12 novembre 2003. Quel giorno due attentatori guidarono e fecero esplodere un camion pieno di esplosivo all’ingresso della base italiana dell’Operazione Antica Babilonia. Morirono 28 persone, di cui 19 italiani: carabinieri e soldati dell’esercito, e due civili.
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