Riprende l’economia nella seconda estate dell’era Coronavirus ma sale anche l’inflazione. Lo certificano i dati Istat che l’Istituto nazionale di statistica ha reso noti oggi 11 agosto. Nel mese di luglio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile. Su base annua la crescita si attesta invece sull’1,9%, con un evidente aumento rispetto al +1,3% del mese precedente.
“La forte accelerazione dell’inflazione a luglio è di nuovo dovuta ai prezzi dei beni energetici, in particolare di quelli regolamentati – spiega l’Istat in una nota – che registrano così la crescita più alta dal 1996. Ossia da quando è disponibile la serie storica degli indici dei prezzi al consumo di questo aggregato. Il valore più alto fu pari +16,2% a dicembre 2008“. L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,6% per l’indice generale, e a +0,8% per la componente di fondo. Come detto l’accelerazione tendenziale dell’inflazione si deve prevalentemente a quella dei prezzi dei beni energetici (da +14,1% di giugno a +18,6%). In particolare di quelli della componente regolamentata che registrano a luglio un’impennata della crescita (da +16,9% a +34,2%).
I prezzi del cosiddetto carrello della spesa, che include beni alimentari, per la cura della casa e della persona, registrano a luglio una variazione tendenziale nulla (da -0,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +1,6% a +2,0%). Nella stima preliminare per i prezzi del carrello della spesa era stato stimato un +0,2%. Contribuiscono all’accelerazione dell’inflazione, ma in misura minore, i prezzi degli alimentari lavorati (che invertono la tendenza da -0,4% a +0,2%), quelli degli alimentari non lavorati (che riducono la flessione da -1,1% a -0,2%). Aumentano anche i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (la cui crescita passa da +1,0% a +1,3%). Si registra infine la minore flessione di quelli dei servizi relativi ai trasporti (da -1,4% a -0,2%). La cosiddetta inflazione di fondo – al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi – e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente a +0,6% e a +0,4%.
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