La pandemia senza cravatta: i numeri della crisi

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Nell’ultimo anno e mezzo le nostre abitudini sono cambiate considerevolmente. Il riferimento non è in esclusiva allo stile di vita, certamente più sedentario e nel contempo animato da un’attenzione maggiore alla situazione sanitaria. La pandemia ha cambiato, e non poco, anche le nostre scelte in relazione agli acquisti da compiere o, ancora più banalmente, le nostre necessità per ciò che riguarda il vestiario utilizzato tutti i giorni. Stare a casa significa senz’altro prediligere un abbigliamento più comodo ed in grado di assecondare il nostro bisogno stagionale. Durante il periodo del lockdown lo smart working ha preso decisamente piede: giacca e cravatta sono divenuti esclusivamente un lontano ricordo. Oggi è arrivato il tempo dell’analisi del mercato ed, in effetti, il settore del vestiario elegante da ufficio sta vivendo un downgrade importante rispetto agli standard degli anni precedenti.

Niente cravatta in lockdown

Nello specifico, ad essere protagonista di una vera e propria crisi nelle vendite è la cravatta. Più lo streetwear e lo sportswear prendono piede, meno gli uomini tendono ad utilizzare l’accessorio che rappresenta da sempre lo stile classico. I numeri presentati all’interno report annuale di Sistema Moda Italia per Pitti uomo 100 non lasciano alcuno spazio di interpretazione. L’industria tessile italiana della cravatta nel 2020 ha infatti fatto riscontrare un calo pari al 50% del sell-out ed un -42,7% per ciò che riguarda l’export.

In merito a tali numeri, Silvio Tombolini, direttore marketing e commerciale dell’omonima azienda tessile ha detto: “La cravatta fa parte del mondo del classico e della tradizione italiana del ben vestire, mancando la vita reale per un anno c’è stata una flessione”. E ancora: “La cravatta da giorno sta cambiando, deve essere sempre più leggera. Con la nostra filosofia Zero Gravity abbiamo proposto anche una cravatta morbidissima e leggerissima, usando lane leggere, modelli destrutturati”. Insomma, la speranza è che con il miglioramento della situazione pandemica il settore della moda classica possa finalmente ripartire a dovere. Questo anno e mezzo ha insegnato molto a tutti, compresa l’industria della cravatta.

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Guglielmo Allochis

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