Il giorno dopo il ritorno, ancora in era Covid, delle primarie del Centrosinistra, il Pd esulta. A Roma ha vinto l’ex ministro dell’Economia del Governo Conte bis, Roberto Gualtieri (a sinistra nella foto) che adesso è candidato sindaco dell’intera coalizione. A Bologna ha prevalso l’attuale assessore alla Cultura della giunta Merola, Matteo Lepore (a destra nella foto). Sui social e nelle dichiarazioni ufficiali è tutto un “adesso avanti insieme”. Ce la farà il Centrosinistra, esempio quasi proverbiale in Italia delle divisioni all’interno di una stessa compagine, che poi spianano la vittoria all’avversario?
Ci sarà tempo per capirlo. Intanto i dirigenti democratici, a cominciare dal segretario Enrico Letta, definiscono un successo l’affluenza di circa 45mila votanti ai gazebo romani e 25mila a quelli bolognesi. Sì, perché il maggior timore dei vertici del Nazareno era che potesse quasi cadere nel vuoto l’appello alle urne. Invece lo scoglio dell’affluenza è stato superato. Nulla a che fare, per carità, con i dati del 2013 quando a Roma andarono in 100mila votare (e vinse Ignazio Marino), ma il popolo del centrosinistra che si è recato ai gazebo è numericamente in linea con le ultime primarie del 2016.
Ad annunciare la vittoria di Gualtieri a Roma è stato il segretario Enrico Letta. Dopo circa il 10% dei seggi scrutinati Gualtieri era già al 61,6%, seguito al secondo posto da Giovanni Caudo – l’ex assessore di Ignazio Marino – con il 14,3%. Dopo aver battuto gli altri sei partecipanti, l’ex titolare delle Finanze nel Conte bis dovrà vedersela in autunno con Enrico Michetti per il centrodestra. Ma anche con la sindaca uscente Virginia Raggi per il M5s e con il leader di Azione Carlo Calenda.
Matteo Lepore è ora il candidato sindaco del Centrosinistra a Bologna. Iscritto al Pd, 41 anni il prossimo ottobre, assessore per dieci anni della giunta Merola, è titolare della Cultura. Ha sconfitto Isabella Conti, di Italia Viva. Sarà lui a guidare la coalizione, col preannunciato appoggio già al primo turno del Movimento 5 Stelle. Al termine di una campagna elettorale segnata da veleni, attacchi personali e polemiche, Matteo Lepore ha prevalso anche grazie al largo fronte che lo ha sostenuto. Dalla maggioranza del proprio partito a Coalizione civica fino a pezzi importanti della sinistra bolognese: Arci, Legacoop, sardine, alcuni centri sociali, con sostenitori di peso come Romano Prodi e Francesco Guccini. Per lui si è speso in prima persona anche il segretario del partito Enrico Letta. Lepore ha prevalso in moltissimi seggi della città ed ha anche vinto nelle consultazioni online, novità assoluta di queste primarie. Ha ottenuto il 54,8% dei circa 4.500 votanti che nei giorni scorsi si erano registrati sulla piattaforma “Partecipa”.
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