Musica

Ventisette anni senza Ray Charles: l’uomo che ha scritto la storia del soul

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Nella giornata di oggi, 10 giugno, si celebra l’anniversario numero ventisette dalla morte di uno dei personaggi più importanti nella storia della musica moderna. Ci riferiamo a quello che all’unanimità è considerato il vero e proprio padre della musica soul, all’anagrafe Ray Charles Robinson ma conosciuto semplicemente come Ray Charles. La sua stella si spense nel lontano 2004, quando una malattia al fegato lo strappò al mondo terreno. La sua musica corrisponde alla definizione di “patrimonio dell’umanità”: è infatti autore di alcune pezzi memorabili del calibro di Georgia on my mind e Hit the road Jack. 

Quando si fa riferimento a Ray Charles è impossibile non parlare della caratteristica fisica che lo ha accompagnato fin dall’età di 6 anni. Nel 1936 infatti il futuro artista venne colpito da un glaucoma che nel giro di poche settimane lo privò totalmente della vista. Seppur causa di evidenti difficoltà, questa peculiarità non impedì a Ray Charles di diventare un vero e proprio mostro sacro della musica statunitense. Sviluppò infatti un udito sopraffino, imparando a suonare indistintamente pianoforte, clarinetto e sassofono.

Ray Charles: un artista indimenticabile

Parlando di Ray Charles non possiamo che far riferimento al suo rapporto con cinema e tv. Egli apparve infatti in diverse pellicole, tra cui la più celebre è senz’altro “The Blues Brothers” (1980), diretta da John Landis ed interpretata, tra gli altri, dai suoi colleghi James Brown ed Aretha Franklin. Pochi mesi dopo la sua morte inoltre venne presentato al pubblico il film “Ray” (2004), in cui Jamie Foxx ha regalato una straordinaria interpretazione dell’artista nato ad Albany, Georgia.

Come detto parliamo del vero e proprio padre della musica soul che siamo abituati a conoscere al giorno d’oggi. Limitare Ray Charles esclusivamente a questo genere però sarebbe oltremodo sbagliato. Lui stesso, intervistato sull’argomento, commentò simpaticamente: “Non sono un cantante country: sono un cantante che canta canzoni country. Non sono un cantante blues, ma posso cantare il blues. Posso anche cantare canzoni d’amore. Non sono uno specialista, ma posso essere definito un factotum“.

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Guglielmo Allochis

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