“Una cosa cui tengo particolarmente è la questione dell’efficientamento 110% delle strutture alberghiere: abbiamo messo questo miliardo e 800 milioni” nel Recovery Plan. E “indipendentemente dalle scelte di bilancio nazionale lo facciamo, perché abbiamo la necessità di migliorare le strutture ricettive, non solo gli alberghi, anche b&b e agriturismo”. Così a Trento, dal Festival dell’Economia, il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.
Per quanto riguarda il Superbonus al 110% e gli alberghi “si parla di 1,8 miliardi di euro che poi diventano 3 con l’effetto leva – ha spiegato Garavaglia – e la decontribuzione per la cassa integrazione. Si deve quindi uscire dall’intervento dello Stato e aiutare le aziende a fatturare. Perché il vero obiettivo è tornare a far fatturare le imprese il prima possibile”. “Nel Pnrr – ha proseguito – la componente legata alla finanza arriva a 5 miliardi di euro”. “L’intervento dello Stato deve esserci quando necessario, ma poi si deve ritirare subito perché il Pil lo fanno i cittadini”, ha aggiunto.
“Abbiamo appena chiuso un accordo con le Regioni per avere una banca dati comune del sistema ricettivo. Il primo passo per dotare di regole certe anche chi è accusato di fare concorrenza sleale ad alberghi e hotel”. Il riferimento del ministro del Turismo Massimo è ai b&b e appartamenti privati che finiscono nel mercato turistico. Su questo punto il ministro spiega: “Tutti i dati raccolti finiranno nel nostro hub digitale. Abbiamo preso accordi con le organizzazioni internazionali del turismo digitale: chi finisce lì dentro è in regola, gli altri no”.
“Molte zone turistiche si conoscono solo per nome, bisogna scommettere sulla comunicazione. Ma anche su giovani, donne e Sud. Puntare su questo trittico vuol dire vincere la battaglia una volta per tutte”. Così il ministro, sollecitato su un eventuale libro dei sogni del turismo, non parla di ciò che vorrebbe ma di quello che si farà. “Una delle riforme che faremo in ragione del Pnrr è la regolamentazione delle guide turistiche – dice Garavaglia -. Si tratta di un settore dove c’è un gran caos.”
“Sul Green Pass è questione di settimane, il termine ultimo è il 1 luglio, ma per me dobbiamo partire domani”, ha detto ancora il ministro al Festival dell’Economia. “Alla fine su questo strumento si è trovata una mediazione, che è la più semplice possibile: se sei vaccinato, hai gli anticorpi o hai fatto il tampone, circoli tranquillamente. Si discute di affinamenti, ma ormai siamo vicini”, ha concluso il ministro. E ha poi aggiunto: “La Francia dice ‘da noi se sono vaccinati vengono tutti’. La Grecia fa arrivare col tampone che dura 72 ore e noi 48. Anche noi dobbiamo fare così, altrimenti siamo in difficoltà”.
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