La netta sconfitta della Juventus a Torino contro il Milan disegna plasticamente il fallimento senza appello della stagione per i bianconeri. Un anno da dimenticare. A tre giornate dalla fine del campionato la Juve si ritrova al quinto posto in classifica e quindi fuori dalla Champions League. Non accadeva da 10 anni che i bianconeri fossero esclusi dalla regina delle Coppe europee. Adesso serve un miracolo ma è difficile. La squadra di Pirlo si ritrova a -3 punti dall’Atalanta e dal Milan e un punto sotto al Napoli: gli scontri diretti sono sfavorevoli sia con i bergamaschi che con i rossoneri, mentre gli azzurri possono vantare una miglior differenza reti.
A questo punto, dopo una giornata nera, condita perfino dall’amarezza di Lapo Elkann che sui social si è sfogato (“Svegliatevi tutti!”) è sempre più vicino il siluramento di Andrea Pirlo. La disfatta all’Allianz Stadium davanti agli occhi di John Elkann, presidente di Exor azionista di maggioranza, decreta la fine certa dell’esperimento Pirlo in panchina, con o senza Champions. Era già scritto dopo la sconfitta interna contro il Benevento: scommessa persa quella del presidente Andrea Agnelli. Il nome di Igor Tudor come traghettatore per le quattro partite che mancano fino alla fine della stagione, compresa la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, torna prepotentemente alla ribalta.
Dal campo della Formula 1, intanto, i campioni si fanno sentire. Lewis Hamilton su Mercedes ha vinto il gran premio di Spagna. Il campione del mondo ha dato una grande dimostrazione di potenza sul circuito di Montmelò a Barcellona, rimontando 23 secondi in pochi giri e lasciando al secondo posto Max Verstappen che con la sua Red Bull aveva condotto la gara fin dall’inizio. Sul traguardo, terzo è Valtteri Bottas con l’altra Mercedes. Quarta posizione per la Ferrari di Charles Leclerc. Settima la rossa di Carlo Sainz.
“È stato un azzardo, ma ho capito che avevo il passo ed è andata bene” ha dichiarato Hamilton, riferendosi al doppio pit stop, contro l’unico effettuato dal rivale Max Verstappen. Una decisione che poteva metterlo fuori gioco e che invece si è trasformata in una carta vincente. “La partenza è stata proprio al limite, la Red Bull è partita benissimo. Poi è cominciata la caccia da parte mia, per un po’ sono rimasto lì, e quando sono rientrato dopo la seconda sosta ho dovuto recuperare più di 20 secondi. È stato un azzardo ma è andata bene. È stata la strategia ad aiutarmi, non era quella prevista all’inizio. Ma una volta capito che avevo il passo ho seguito le indicazioni, è stato un lavoro fantastico da parte di tutti”.
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