Resta accidentato il cammino dei vaccini contro il Coronavirus. In Danimarca dopo l’esclusione di AstraZeneca adesso è stop definitivo anche per il monodose americano Johnson & Johnson. Dal canto suo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha assicurato: “Entro la prossima estate l’erogazione dei finanziamenti del Recovery plan”.
Per il vaccino Johnson & Johnson contro il Covid scatta lo stop definitivo in Danimarca, dopo i rari casi di trombosi riscontrati in seguito alla somministrazione. Per la stessa ragione la Danimarca aveva deciso di bloccare in via definitiva le vaccinazioni con AstraZeneca, lo scorso 14 aprile. La decisione riguardante il vaccino sviluppato dall’azienda farmaceutica Janssen è stata adottata nel corso di una riunione presieduta dal ministro della Salute, Magnus Heunicke.
“L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha concluso che esiste un possibile collegamento tra i rari ma gravi casi di coaguli del sangue e il vaccino di Johnson & Johnson – si legge in un comunicato delle autorità sanitarie danesi -. Poiché l’epidemia di covid-19 in Danimarca è attualmente sotto controllo e la campagna di vaccinazione sta procedendo in modo soddisfacente con gli altri vaccini disponibili, le autorità sanitarie danesi hanno deciso di continuare senza il vaccino di Johnson & Johnson”,
La Commissione europea ha intanto reso noto di aver ricevuto il Piano di ripresa e resilienza dalla Polonia, necessario per accedere alle risorse del Recovery Fund. Salgono così a 14 i piani nazionali consegnati all’esecutivo Ue. La Polonia ha chiesto un totale di 23,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 12,1 miliardi di euro in prestiti. “Il nostro obiettivo è vedere erogati i fondi del Next Generation EU entro l’estate” ha scritto su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
Come è noto, lo scorso fine settimana anche il nostro Paese ha inviato alla Commissione il proprio Recovery plan. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnnr) del nostro Paese, che serve a ottenere i finanziamenti europei, prevede sei missioni. 1) Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, con 42,5 miliardi. 2) Rivoluzione verde e transizione ecologica con 57 miliardi. 3) Infrastrutture per la mobilità sostenibile con 25,3 miliardi. 4) Istruzione e ricerca con 31,9 miliardi. 5) Inclusione e coesione con 19,1 miliardi. 6) Salute con 15,6 miliardi.
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