Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Eppure certe cose sono talmente “bruttine” che sembra impossibile che a qualcuno possano piacere. Ma il mondo è vario, e anche una passerella blasonata come quella degli Oscar può collezionare pareri discordanti sugli abiti dei grandi stilisti indossati dalle celebs. Su una cosa però le varie testate dei giornali, e la cosiddetta Fashion Police, ovvero quel gruppo di “esperti” di moda a cui piace in particolare “spettegolare” sugli outfit, sono stati d’accordo.
L’Italia ha vinto. Non si è portata a casa una statuetta ma praticamente quasi tutte le stelle presenti, uomini e donne, hanno scelto creazioni di Valentino, Armani Privè, Dolce & Gabbana, Alberta Ferretti, Gucci, Versace, Brioni, Bottega Veneta. Questa edizione “sotto pandemia” era troppo importante per rischiare di “toppare” sul tappeto rosso. E i volti noti sono andati sul sicuro. Made in Italy come se piovesse. Hanno fatto bene perché anche attrici generalmente non proprio glam hanno fatto proprio una bella figura. E anche gli uomini, che stavolta hanno osato, ne sono usciti vincitori. In barba alle critiche. Perché qualcuno potrebbe trovare da ridire sul fantastico abito rosa shoking griffato Atelier Versace di Colman Domingo? Gli stava benissimo, perfetto nel taglio e nel modello. E per quanto riguarda la tinta: diamine, erano gli Oscar!
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