È dedicato alla poetessa statunitense di origini caraibiche Audre Lorde il doodle che campeggia sulla homepage di Google, oggi 18 febbraio. Il motore di ricerca festeggia così l’anniversario della nascita, avvenuta il 18 febbraio 1934 a New York.
Lorde si definiva “una poeta nera, lesbica, madre e guerriera“. Ricordandola e proponendola a tutti Google intende celebrare anche il U.S. Black History Month, il mese di febbraio dedicato a combattere le discriminazioni subite dalle persone di colore negli Stati Uniti. Audre Lorde infatti è sempre stata in prima linea per i diritti civili e si è distinta come figura chiave dei movimenti culturali Black e Lgbtq+ del Novecento, sottolinea Eleonora Fraschini sul Corriere della Sera.
Nel 1968 la pubblicazione della sua prima raccolta, The First Cities. Nelle sue poesie, Lorde affrontava temi di giustizia sociale e razziale, ma parlava anche di sessualità. Negli anni ’60 è divenuta una delle figure chiave nella lotta per i diritti civili e contro le discriminazioni razziali e sessuali negli Stati Uniti. Tra i suoi testi fondamentali ricordiamo Così riscrivo il mio nome (Ets), la raccolta D’amore e di lotta (Le Lettere) e l’ancora inedito in Italia Sister Outsider. Audre Lorde è morta a causa di un tumore a soli 58 anni, nel 1992.
Dopo essersi laureata allo Hunter College di New York nel 1959, ottenne un master in Amministrazione Libraria alla Columbia University. Negli anni successivi lavorò come bibliotecaria e come insegnante di inglese nelle scuole pubbliche di New York. Continuò a scrivere poesie e, come detto, nel 1968 venne pubblicata la sua prima raccolta, The First Cities.
Insegnò nella Germania Ovest (allora si era in piena guerra fredda, con la divisione del Muro di Berlino) dove guidò il movimento femminista locale. Lorde non scrisse solo versi ma anche saggi, alcuni dei quali raccolti in Burst of Light, del 1989, che vinse l’American Book Award. Si dichiarò apertamente lesbica durante l’adolescenza, ma nel 1962 si sposò con un uomo dal quale ebbe due figli. Successivamente divorziò e ricominciò a frequentare donne: la sua ultima compagna fu Gloria I. Joseph, con cui visse alle Isole Vergini fino alla morte, avvenuta il 17 novembre del 1992.
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