Crisi di governo: scontro M5S e Italia Viva, il Conte Ter si complica. Varianti Covid: “Servono 500 test a settimana”

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Giornata chiave, quella di oggi 2 febbraio, per le sorti della crisi di governo. Riprende il tavolo sul cronoprogramma avviato a Montecitorio dal presidente della Camera Roberto Fico. Lo stesso Fico è atteso dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, per riferire sulle sue consultazioni. Fra il Movimento Cinque Stelle e Italia Viva è duello sul Mes. Appare in salita la strada per un eventuale governo Conte Ter. Sul fronte del Coronavirus inquieta la diffusione delle varianti. E si studiano nuove strategie per affrontarle, da mettere in campo immediatamente.

Fico da Mattarella

Al Tavolo del programma di governo c’è attesa per un documento finale, che però non è così scontato. Lo vorrebbe nero su bianco Italia Viva. Per gli altri alleati di governo la questione non sembra determinante, mentre il “responsabile” Bruno Tabacci replica deciso: il sigillo sul programma deve metterlo una sola persona, Giuseppe Conte, che al tavolo non c’è. Continua a dividere soprattutto il Mes, il meccanismo europeo di stabilità: i fondi per la sanità a tassi molto bassi ma inseriti in una procedura che richiede precise garanzie da fornire. Un tema molto divisivo nella maggioranza, riportato sul tavolo dai renziani. Italia Viva chiede almeno un ricorso parziale al fondo salva Stati (si chiama anche così), previa valutazione delle misure da finanziare. Anche Tabacci si è detto favorevole, mentre i democratici hanno ribadito come occorra finanziare con maggiori risorse la sanità. Ma il no, netto e convinto, è arrivato da M5S. Come da attese: sul salva Stati il Movimento non è disposto a trattare.

Piano vaccini e anticorpi monoclonali

L’Italia ha intanto superato i due milioni di vaccini somministrati. L’annuncio è del ministro Roberto Speranza arriva mentre in Ue tornano a pieno ritmo le forniture. La scorsa settimana Pfizer ha assicurato il 100% delle dosi e nel secondo trimestre dell’anno ne fornirà ulteriori 75 milioni. Tanto che Bruxelles assicura: “Entro l’estate possiamo raggiungere il 70% di vaccinati“. Al via nel Lazio le prenotazioni per gli over-80, polemiche per problemi sul sito. E l’Ema avvia l’esame sugli anticorpi monoclonali con procedura accelerata.

Ma le varianti fanno paura

A preoccupare però sono ora le varianti. Sudafricana, brasiliana, inglese, quelle che destano più timori a causa della loro più alta trasmissibilità. Poiché mancano ancora evidenze precise sul loro impatto sulla malattia e sull’efficacia dei vaccini nel contrastarle, l’indicazione è quella della massima prudenza. Occorre rispettare tutte le misure sanitarie e comportamentali anche da parte di chi è stato già vaccinato contro Covid-19. E da parte di chi ha subito l’infezione e la malattia ed è poi guarito. Il ministero della Salute indica anche la priorità di tracciare i contatti dei casi da variante e di potenziare il sequenziamento del virus. L’Ecdc, il centro di controllo europeo, raccomanda di sequenziare almeno circa 500 campioni selezionati casualmente ogni settimana a livello nazionale, dando priorità ai casi di reinfezione. Ma non solo. Anche ai contesti ad alto rischio, quali gli ospedali dove vengono ricoverati pazienti immunocompromessi positivi a Sars-CoV-2 per lunghi periodi. E agli individui in arrivo in Italia da Paesi con alta incidenza di varianti del virus.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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