Era la principessa del pop e aveva tutte le carte in regola per sostenere una carriera costellata di successi planetari. Per un po’, in effetti, è stato così. Era la beniamina degli adolescenti; la gonnellina con il motivo scozzese e i capelli raccolti in due codine laterali erano un must per chiunque avesse tra i dodici e i vent’anni. Questo accadeva quando Britney Spears, ventidue anni fa, usciva con uno degli album più ascoltati di sempre: Baby One More Time. Non potete aver dimenticato il videoclip dell’omonimo brano; la palestra della scuola, il suo sguardo da cerbiatta: Britney aveva un potenziale enorme e poteva scrivere tantissime pagine della sua favola musicale.
Poi è andata male. Poi le delusioni, il successo e la troppa vita hanno messo in crisi i buoni propositi; le certezze sono crollate. Nessuno poteva prevedere che oggi si sarebbe finiti a gridare al #freeBritney sui social, e non a cantare a squarciagola Baby One More Time durante un concerto per festeggiare ventidue anni di anzianità.
Si trattava di un album, il primo per la pop star statunitense – da qualcuno all’epoca definita “erede di Madonna” ndr -, completo. C’erano sonorità super pop e c’era la ballata lenta, quella che Britney sul palco cantava con l’angoscia di chi già conosce il proprio destino, ma non vuole credere che diventerà realtà. Il 12 gennaio del 1999 quando Baby One More Time venne distribuito, c’era tanta aspettativa. Spears aveva già conquistato il pubblico di Disney Channel, si era esibita con gli ‘N SYNC. Era una diva ed era effettivamente pronta a diventare una delle icone dei primi anni duemila. Carina, talentuosa, mostruosamente e inaspettatamente capace di tenere il palco; Britney era il talento di cui il 1999 aveva bisogno. Seguì, all’album, un tour di enorme successo: Baby One More Time Tour, che la consacrò a principessa indiscussa del pop. Leggendo la tracklist di Baby One More Time, di seguito riportata, avvertirete una strana sensazione: un “poteva essere tutto diverso” vi farà sentire improvvisamente troppo vecchi e vi lascerà con l’amaro in bocca, come quando accade di pensare a un’occasione persa.
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