Non basta la defenestrazione di Trump da Twitter come conseguenza dell’assalto di migliaia di sostenitori del tycoon alla sede del Congresso a Washignton. Ora il presidente uscente degli Usa rischia seriamente la rimozione dalla Casa Bianca ai sensi del 25º emendamento della Costituzione. Il vicepresidente Mike Pence non esclude infatti di invocare la normativa nel caso in cui, nei prossimi giorni, Trump si dimostri ancora “instabile”. Nel nostro paese si affrontano i “duellanti” Conte e Renzi: la strisciante crisi di governo sta per giungere al culmine. Si apre una settimana determinante. E il Colle non starà a guardare.
Mancano esattamente dieci giorni all’insediamento di Joe Biden quale 46º presidente degli Usa, il prossimo 20 gennaio. Nella Capitale Washington la tensione è alta e fino a dopo il giuramento della coppia dem Biden-Harris resta in vigore il coprifuoco. Adesso il vicepresidente americano Mike Pence non esclude di invocare il 25° emendamento. Lo riporta il network televisivo Cnn citando alcune fonti, secondo le quali vorrebbe preservarlo nel caso in cui il presidente Donald Trump divenisse più instabile.
Lo stesso Pence ha fatto sapere che parteciperà alla cerimonia di insediamento del presidente eletto Joe Biden, secondo quanto riporta il Washington Post, citando alcune fonti. Da notare che invece Trump ha già detto che non ci sarà. Pence è sempre stato uno dei più grandi difensori del presidente. Ma ora il vicepresidente e i suoi consiglieri puntano a fare da ponte alla prossima amministrazione, adoperandosi per sostenere il team del presidente eletto Joe Biden nella lotta alla pandemia di coronavirus.
Anche a Roma sono ore frenetiche. C’è preoccupazione al Quirinale, dove il presidente Mattarella segue con apprensione quello che accade a Palazzo Chigi. Martedì 12 gennaio si attende la nuova e definitiva bozza di Recovery plan da parte del governo Conte, poi il tavolo per il patto di legislatura e un corposo rimpasto. È questa l’offerta finale a Matteo Renzi da parte del premier. Come è noto, Renzi e Italia Viva stanno da tempo mettendo sulla graticola l’esecutivo di cui pure fanno parte. Hanno contestato la gestione della pandemia di Covid ma chiedono anche di “pesare” di più ai tavoli delle trattative.
Giuseppe Conte, in asse con il Pd, metterà sul tavolo la nuova bozza del Recovery. Se Iv la respingerà è quasi certo che si vada alla sfida in Aula, in nome del “bene comune” e del servizio al Paese. Il messaggio di Conte è “di apertura”, assicurano dal governo. Ma i renziani lo leggono come una chiamata ai “responsabili”, più che a Iv. Renzi, dal canto suo, esclude le elezioni anticipate e assicura che Iv non darà mai il suo sostegno a un governo di centrodestra. Ma aggiunge che così, “nell’immobilismo” dell’esecutivo, non si può andare avanti e ribadisce che Iv è pronta all’opposizione se non vedrà accolta le sue proposte.
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