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Il Natale del lockdown, l’Italia è ferma. Papa Francesco: “Aiutiamo chi soffre”, la benedizione Urbi et Orbi in streaming

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Rivolgere lo sguardo a chi è più in difficoltà, aiutare chi soffre. Perché “ogni scartato è figlio di Dio”. È questo il messaggio di Papa Francesco per il Natale 2020, il primo, e tutti speriamo anche l’ultimo, dell’era Covid. Nel corso della Messa della notte di Natale, anticipata di due ore per la necessità di rispettare le normative del coprifuoco anti contagio, il pontefice ha chiesto ai fedeli di guardare a Dio che nel Natale “si è fatto bambino”. “Il suo amore disarmato e disarmante – ha detto Francesco – ci ricorda che il tempo che abbiamo non serve a piangerci addosso, ma a consolare le lacrime di chi soffre.” Oggi 25 dicembre alle 11.55 la benedizione Urbi et Orbi e l’Angelus saranno trasmessi anche in diretta streaming.

Soltanto in 200, distanziati, in San Pietro

“Dio prende dimora vicino a noi, povero e bisognoso, per dirci che servendo i poveri ameremo Lui”. “Abbiamo bisogno di lasciarci attraversare dal suo amore gratuito, dal suo amore instancabile, dal suo amore concreto. Quante volte invece – ha detto ancora il Papa nell’omelia della messa di Natale -, affamati di divertimento, successo e mondanità, alimentiamo la vita con cibi che non sfamano e lasciano il vuoto dentro!”. È una Messa della Notte, quella nella basilica vaticana, che è stata anticipata per rispettare le norme anti-Covid. Pochi i fedeli presenti a San Pietro per il rispetto del distanziamento: circa 200 persone in una basilica che ne può contenere 7mila.

Benedizione Urbi et Orbi ma non dalla Loggia

La pandemia ha stravolto la tradizione natalizia per le celebrazioni. Oggi, giorno di Natale, la tradizionale benedizione Urbi et Orbi del pontefice non si terrà dalla Loggia con la presenza dei fedeli ma nell’Aula delle benedizioni. Sarà da lì, pochi minuti prima delle 12, che Francesco diffonderà il suo messaggio in streaming in tutto il mondo.

“Pace in Libano e in Sud Sudan”

Il Papa ha voluto mandare il suo messaggio a due Paesi particolarmente in sofferenza, come sottolinea sull’Ansa Manuela Tulli. Il pensiero di Francesco va al Libano e al Sud Sudan, martoriati da decenni di guerre, attentati, rivolgimenti e instabilità che sembrano non avere fine. Ha parlato del “dolore” con il quale segue gli eventi del Paese dei cedri ed ha assicurato che intende visitare il Libano “appena possibile”. Quindi ha lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale: “Aiutiamo il Libano a rimanere fuori dai conflitti e dalle tensioni regionali. Aiutiamolo a uscire dalla grave crisi e a riprendersi”. Ai politici del Sud Sudan, in una lettera scritta insieme all’Arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e al Moderatore della Chiesa di Scozia, il reverendo Martin Fair, chiede di fare progressi nel processo di pace, avviato nel 2019 con l’incontro in Vaticano.

Quattromila tamponi per i poveri

In occasione del Natale arriva, infine, un regalo di Papa Francesco alla città di Roma. Sono stati infatti donati 4.000 tamponi per la diagnosi del Covid-19, ricevuti dal Pontefice come omaggio della Slovenia. Grazie all’impegno dell’Elemosineria Apostolica, in collaborazione con l’Istituto di Medicina Solidale e l’Ifo San Gallicano, verranno utilizzati per far accedere alla diagnosi i senza fissa dimora della Capitale, grazie anche a un accordo con Roma Capitale.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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