Dal gennaio 2021, fra un mese, anche l’Italia potrà contare su uno o più vaccini anti Covid. Dopo gli interventi su questo tema dei ministri Speranza e Boccia, giovedì 3 dicembre ha rilasciato alcune dichiarazioni il commissario Domenico Arcuri. È lui il responsabile del piano di somministrazione e distribuzione dei vaccini nel nostro Paese.
“A cavallo tra il secondo e il terzo trimestre del prossimo anno saremo potenzialmente in condizione di vaccinare la totalità della popolazione“. Vale a dire, dunque, al più tardi a settembre. Lo ha detto appunto Arcuri, durante l’audizione alle commissioni riunite Trasporti e Affari sociali della Camera. Il commissario ha aggiunto che “l’Italia ha diritto al 13,46% delle dosi di vaccino che saranno via via distribuite dall’Europa”.
“In merito all’immunità di gregge – ha precisato il commissario – gli esperti scientifici ci dicono che almeno il 60% dei cittadini dovrà essere vaccinato.” Si tratta di una percentuale che, se in anni passati si sarebbe potuta considerare non troppo difficilmente raggiungibile, adesso può potenzialmente creare qualche disagio. “Noi auspichiamo che – ha infatti aggiunto Arcuri – anche grazie a una campagna di comunicazione massiva si possano superare le remore che ci sono, non so bene quanto, rispetto alla ritrosia a sottoporsi al vaccino”. Nel nostro Paese, come in tutto l’Occidente, cresce ormai da tempo l’ondata dei cosiddetti no vax, coloro che sono per principio avversi alle vaccinazioni. Viviamo in tempi dove, a torto o a ragione, non è affatto scontato che gli italiani siano disponibili a farsi vaccinare in massa come avveniva nel passato.
Il 29 dicembre e e 12 gennaio l’Ema (European medicines agency) si pronuncerà sulla documentazione fornita da Pfizer e Moderna sui vaccini anti Covid. “Questo dovrebbe consentire di avere 3,4 milioni di dosi per vaccinare 1,7 milioni di persone”, ha detto Arcuri. Nella seconda metà di gennaio, stando alle parole del commissario all’emergenza Covid, è dunque previsto l’inizio delle vaccinazioni. Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e membro del comitato tecnico scientifico (Cts), le dosi disponibili andranno ad aumentare col passare del tempo.
Quindi, entro fine estate o inizio autunno, “dovremmo aver completato la somministrazione della più grande campagna di vaccinazione di massa che abbia mai avuto corso nel Paese”, ha dichiarato Locatelli ad Agorà su Rai 3. Su un altro fronte è intervenuto invece il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito. “Chi ha avuto il Covid – ha detto – non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione”.
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